Il Giro riparte dalla Calabria, il trittico bulgaro consegna a Silva la prima storica rosa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Conclusosi a Sofia il trittico bulgaro, caratterizzato dal bis allo sprint del francese Paul Magnier che ha confermato la sua esplosiva rapidità, il Giro d’Italia si appresta a vivere la sua prima vera giornata sulle strade italiane. L’uruguaiano Guillermo Silva, conservando la maglia rosa al termine di un’intensa fase d’apertura, si presenta al via della quarta tappa – una Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri – come leader di una classifica generale ancora cortissima, con inseguitori pronti a sfruttare ogni piega del percorso. L'operazione di trasferimento dell'intera carovana, un vero e proprio circo viaggiante come lo hanno definito i suoi stessi protagonisti, si è conclusa nella notte: cinque voli charter hanno ricondotto squadre e attrezzature da Sofia a Lamezia Terme, un trasloco intercontinentale che ha funzionato nonostante la nota fragilità del traffico aereo contemporaneo.

Una frazione breve che nasconde insidie per i pretendenti alla classifica

La tappa odierna, in programma martedì 12 maggio con partenza fissata nel capoluogo calabrese, non è certo un semplice trasferimento di routine per i velocisti. Sebbene il chilometraggio sia esiguo per i parametri della Corsa Rosa, il tracciato propone una difficoltà specifica: la salita di Cozzo Turno, che si sviluppa per circa 14 chilometri con una pendenza media del 5,9%, piazzata strategicamente a metà del percorso. Non si tratta di un’ascesa impegnativa per i puri scalatori, ma la sua lunghezza e la discesa tecnica successiva potrebbero fungere da trampolino per qualche attacco improvviso, mettendo in difficoltà chi ha sofferto il lungo viaggio e il cambio di temperature. La frazione si chiude a Cosenza, dove un breve strappo verso il traguardo potrebbe premiare i passisti veloci piuttosto che i volatori puri, costringendo le squadre a un lavoro di controllo serrato.

L’effetto della trasferta e l’atmosfera nelle città calabresi

Sbarcati in Calabria a tarda sera, i corridori hanno trovato una situazione atmosferica diametralmente opposta a quella bulgara, ma la macchina organizzativa del Giro non si è fermata. A Catanzaro, l’allestimento del villaggio di partenza – il “Tappo Giro” – ha preso il via già dalle prime luci dell’alba, con attività di animazione e le tradizionali operazioni di firma dei concorrenti che scandiscono i momenti precedenti la partenza. L’attenzione, però, non è solo sulla corsa maggiore: nel capoluogo di regione, infatti, gli organizzatori hanno colto l’occasione per presentare ufficialmente il percorso del Giro Next Gen 2026, manifestazione riservata agli Under 23 che partirà il 14 giugno. Il tracciato disegnato per i giovani prospetti sarà interamente concentrato nel Centro-Sud, attraversando Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio e Abruzzo per un totale di oltre mille chilometri, un segnale forte di radicamento territoriale dopo l’escursione balcanica.

Difesa della maglia rosa e prospettive per i velocisti

Silva, che veste la prestigiosa maglia rosa in virtù della vittoria nella seconda tappa, si trova in una posizione invidiabile ma non blindata. Il suo margine minimo sui diretti inseguitori – tra cui spiccano nomi come Florian Stork ed Egan Bernal – lo costringe a una vigilanza costante, sebbene i bookmaker e gli esperti pronosticano un controllo agevole della frazione da parte del plotone. Per gli sprinter puri, come il già vincitore Magnier o Jonathan Milan, l’occasione di tornare a disputarsi la vittoria è concreta, a patto che le loro squadre riescano a ricomporre il gruppo dopo l’ascesa del Cozzo Turno. La Calabria, tornata a essere palcoscenico del Grande Ciclismo dopo un’assenza che sembrava eterna, accoglie dunque una carovana provata dalla logistica ma carica di aspettative, pronta a offrire spettacolo sulle strade che dalla costa tirrenica conducono verso l’entroterra.

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