Il Giro d’Italia riparte dalla Calabria con Silva in rosa, dopo il tris bulgaro
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Redazione Sport
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Il primo bilancio, dopo l’incursione balcanica che ha segnato l’avvio di questa edizione 2026, si presenta con un verdetto ancora tutto da decifrare. Conclusosi a Sofia il trittico di tappe disputato in Bulgaria – l’ultima delle quali ha regalato il bis allo sprint del francese Paul Magnier – l’uruguaiano Guillermo Silva si è presentato al giorno di riposo ancora avvolto nella maglia rosa, un simbolo che nessuno è riuscito a strappargli nonostante le insidie di un percorso pensato per scardinare certezze. Ora, però, la carovana cambia completamente scenario e si prepara a calcare l’asfalto italiano, con la ripartenza fissata per questo martedì 12 maggio. Lo farà dalla Calabria, e più precisamente da Catanzaro, dove prenderà il via la quarta tappa, una Catanzaro-Cosenza di 138 chilometri che molti addetti ai lavori descrivono come una frazione breve, sì, ma non per questo priva di insidie tattiche.
Una frazione breve, con una salita a metà corsa che può rompere gli equilibri
Il percorso disegnato per la quarta frazione – lunghezza complessiva di 138 km – presenta una conformazione che invita alla prudenza, specie per quelle ruote veloci abituate a gestire arrivi in pianata. La difficoltà principale è rappresentata dal Cozzo Turno, un’ascesa di 14 chilometri con una pendenza media del 5,9% che si sviluppa approssimativamente a metà del tracciato. Non si tratta di una salita alpina, intendiamoci, né di quelle che fanno selezione tra i grandi uomini di classifica; eppure, proprio la sua collocazione – abbastanza lontana dal traguardo di Cosenza per permettere eventuali ricuciture, ma abbastanza vicina da logorare le gambe di chi non ama le pendenze – potrebbe trasformare la giornata in una trappola per velocisti puri. Sarà volata a ranghi compatti? Oppure assisteremo a un attacco da lontano di qualche passista-scalatore? Difficile dirlo ora, e proprio questa incertezza restituisce il fascino della tappa.
Catanzaro si veste a tappe, tra villaggio ufficiale e iniziative per il pubblico
Nel capoluogo di regione, intanto, l’attesa è palpabile già dalle prime ore della mattinata, quando verranno attivate le attività di animazione all’interno del “Tappo Giro”, il villaggio ufficiale che accoglie la partenza. Una macchina organizzativa collaudata, quella del Giro, che anche in questa occasione punta a trasformare l’evento sportivo in una festa diffusa, seppur senza mai perdere di vista l’aspetto competitivo. Le strade della Calabria, si dice negli ambienti di corsa, restituiscono un benvenuto autentico alla carovana dopo le impegnative frazioni disputate in Bulgaria. E Cosenza, con il suo traguardo cittadino, si prepara a giudicare l’operato di una fuga o il dispiegarsi di una volata, a seconda di come i big interpreteranno quella salita di Cozzo Turno.
Il Giro Next Gen 2026 sarà interamente al Centro-Sud, un’altra scommessa territoriale
Non solo la corsa rosa maggiore, però, perché l’eredità di queste tappe calabresi si intreccia anche con il futuro prossimo del ciclismo giovanile. È stato presentato infatti il percorso del Giro d’Italia Next Gen 2026, la versione riservata agli Under 23, in programma dal 14 al 21 giugno. E la caratteristica più rilevante, in questo caso, risiede nella scelta di attraversare soltanto regioni del Centro-Sud: Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Lazio e Abruzzo. Un anello di 1.082,1 chilometri, con un dislivello complessivo che sfiora i 14.750 metri, disegnato per esaltare tanto i velocisti quanto gli uomini di classifica. Una scommessa geografica, questa, che conferma una tendenza: portare il ciclismo professionistico e quello di sviluppo lontano dai tradizionali poli nord-orientali, investendo su strade meno battute ma non per questo meno affascinanti. Silva intanto continua a difendere il proprio primato, mentre gli italiani aspettano il primo assaggio vero delle tappe casalinghe.




