Napoli, il flop dei concerti in piazza del Plebiscito: Fratelli d’Italia attacca il comune
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La cancellazione dei concerti di Mary J. Blige, John Legend e 50 Cent, che avrebbero dovuto animare piazza del Plebiscito il 6 e l’8 luglio, è diventata una questione politica. Dopo l’annuncio del rapper, apparso domenica in una storia Instagram in cui lamentava il mancato rispetto degli accordi da parte degli organizzatori, Fratelli d’Italia ha criticato duramente l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi. Marco Nonno e Luigi Rispoli, esponenti del partito, hanno definito l’episodio un «danno di immagine» per la città, puntando il dito contro il progetto «Napoli città della musica», sostenuto dal primo cittadino insieme a Ferdinando Tozzi, delegato per l’industria musicale.
Le esibizioni, inserite nel cartellone “Napoli4Ever”, erano state promosse come eventi di richiamo internazionale, ma già nei giorni scorsi erano emerse difficoltà. Le date di Blige e Legend, inizialmente previste per il 6 luglio, erano saltate per le scarse vendite dei biglietti, mentre quella di 50 Cent è naufragata a poche ore dall’inizio, con l’artista che ha parlato esplicitamente di «inadempienze» da parte dei promoter. «Lo spettacolo è stato annullato e chi ha acquistato i biglietti sarà rimborsato», ha scritto sui social, senza entrare nei dettagli.
A confermare le criticità è stato Mimmo D’Alessandro, tra i più noti promoter italiani, che in passato ha lavorato con gli stessi artisti. «Non ho mai creduto a questi concerti», ha dichiarato, sottolineando come l’organizzazione sia stata gestita «con superficialità». Le sue parole sembrano trovare riscontro nei fatti: la mancata realizzazione degli eventi rischia di lasciare un vuoto non solo nel programma culturale estivo, ma anche nelle casse del comune, che aveva investito risorse e visibilità nell’iniziativa.




