Napoli, il flop dei concerti del 4 luglio: "Comune assente e contesto ostile"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Piazza del Plebiscito avrebbe dovuto trasformarsi, per qualche giorno, in una vetrina della musica internazionale. Con John Legend, Mary J. Blige e 50 Cent pronti a esibirsi sotto il cielo di Napoli, l’evento organizzato per celebrare l’Independence Day americano sembrava destinato a lasciare il segno. Ma ciò che doveva essere un trionfo si è risolto in un fiasco, tra annullamenti dell’ultima ora, accuse reciproche e biglietti rimasti invenduti.
A raccontare la vicenda, attraverso le colonne dell’Adnkronos, è Marco Bosco, direttore creativo di Dreamloud, l’agenzia americana che detiene i diritti del format 4everShow – Official July 4th Celebration. Secondo Bosco, la cancellazione dei concerti sarebbe stata causata da una serie di ostacoli logistici e amministrativi, con il Comune di Napoli accusato di non aver fornito il necessario supporto. "Il contesto si è rivelato ostile", ha dichiarato, lasciando intendere che le difficoltà incontrate avrebbero reso impossibile portare a termine l’organizzazione.
I due appuntamenti, previsti rispettivamente per il 6 e l’8 luglio, erano stati promossi come occasioni irripetibili per la città. Eppure, nonostante i nomi di richiamo, qualcosa non ha funzionato. Le vendite dei biglietti, secondo alcune fonti, non avrebbero raggiunto le aspettative, mentre sui social gli stessi artisti – tra cui 50 Cent – hanno lasciato intendere di non essere mai stati confermati ufficialmente. Un groviglio di incomprensioni che ha contribuito a trasformare l’evento in un "fantasma", come lo hanno definito alcuni osservatori.




