Esplosioni nella notte in Russia: droni ucraini colpiscono raffineria strategica, un morto a Saratov

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella regione di Saratov, a sud-est della Russia, un attacco con droni ha provocato un vasto incendio alla raffineria di petrolio locale, struttura chiave per il rifornimento delle truppe al fronte, con una capacità di lavorazione di sette milioni di tonnellate annue. L’offensiva, confermata dallo Stato maggiore ucraino, è stata condotta «in collaborazione con altre componenti delle Forze di difesa», come riportato in un comunicato ufficiale. Fonti locali hanno descritto un’azione «massiccia», accompagnata da un’esplosione di notevole intensità, che ha rapidamente innescato le fiamme.

Non lontano dall’impianto, un drone è precipitato nel cortile di un edificio residenziale, uccidendo un uomo. Il governatore Roman Busargin, attraverso il proprio canale Telegram, ha confermato il decesso, aggiungendo che le autorità avevano già segnalato il rischio di un attacco nella zona. L’episodio rientra in una strategia più ampia di Kiev, che negli ultimi mesi ha intensificato gli assalti contro infrastrutture energetiche russe, mirando a indebolire la logistica bellica di Mosca.

Parallelamente, nelle ultime ventiquattr’ore, diverse regioni ucraine sono state oggetto di bombardamenti russi, con la zona di Donetsk particolarmente colpita. Secondo Vadym Filashkin, capo dell’amministrazione militare locale, gli attacchi hanno interessato 28 insediamenti, causando due vittime civili e quattro feriti. Le offensive reciproche, sempre più frequenti, confermano un’escalation che non accenna a placarsi, mentre la guerra prosegue senza soluzione di continuità.

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