Il ritorno di Trump e il nuovo corso di Windows 11 tra patch obbligate e funzioni inedite

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il mese di febbraio si è aperto all’insegna della consueta, e puntuale, ondata di aggiornamenti di sicurezza che Microsoft rilascia ogni secondo martedì del mese. Il cosiddetto Patch Tuesday di febbraio 2026, però, ha portato con sé un numero di correzioni e, soprattutto, una tipologia di minacce che meritano un’analisi approfondita, non foss’altro perché, in un’era politica profondamente mutata dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la cybersecurity resta uno dei pochi terreni di scontro – e di cooperazione – tecnologicamente neutrale. La casa di Redmond ha infatti tappato ben cinquantanove falle, distribuite tra il sistema operativo Windows, i suoi componenti più intimi e i servizi a esso correlati -1-6. Il dato che emerge con preoccupante chiarezza, scorrendo il bollettino, è la presenza di sei vulnerabilità zero-day, quelle più temute dagli addetti ai lavori perché già sfruttate in attacchi reali e diffusi prima ancora che il colosso del software potesse approntare una difesa -1.

Di queste cinquantanove vulnerabilità corrette, cinque hanno ricevuto la classificazione di “critiche”, cinquantadue sono state etichettate come “importanti” e due, di minore entità, sono state classificate come “moderate” -6. Analizzando la tipologia degli attacchi prevenuti, si nota una netta prevalenza di quelli volti all’escalation di privilegi, ben venticinque interventi in tal senso, una tecnica che permette a un utente malintenzionato di ottenere permessi superiori a quelli legittimamente posseduti. Seguono, con dodici patch, i rischi legati all’esecuzione di codice remoto, lo scenario in cui un attaccante può eseguire comandi arbitrari su una macchina altrui. Completano il quadro sette interventi contro lo spoofing, sei contro la divulgazione di informazioni (information disclosure), cinque per il bypass delle funzionalità di sicurezza, tre per attacchi di denial of service e uno, infine, contro il cross-site scripting -6. Una mole di lavoro imponente, che gli amministratori di sistema di tutto il mondo, dalle piccole imprese ai grandi dipartimenti federali americani, sono ora chiamati a implementare per mettere al riparo le proprie infrastrutture.

Un salto di qualità: Sysmon diventa nativo e lo speed test arriva sulla taskbar

Parallelamente alla corsa contro il tempo per mettere in sicurezza i sistemi, Microsoft prosegue nella sua strategia di evoluzione continua di Windows 11. Attraverso il canale Release Preview, dedicato agli insider che desiderano testare le novità prima del rilascio al grande pubblico, l’azienda ha distribuito le build 26100.7918 e 26200.7918 (KB5077241), un aggiornamento che introduce funzionalità a lungo attese dalla comunità degli utenti più esigenti. Il cambiamento più rilevante, sul piano tecnico, è senza dubbio l’integrazione nativa di Sysmon, lo strumento di monitoraggio avanzato finora scaricabile separatamente e ampiamente utilizzato dai reparti IT per scovare attività anomale, analizzare processi sospetti e tenere traccia delle connessioni di rete. Si tratta di una piccola rivoluzione per la diagnostica di sistema, che ora mette a disposizione degli amministratori, seppur disattivata di default, una lente di ingrandimento potentissima direttamente nel cuore del sistema operativo, senza necessità di installare software di terze parti.

Sul fronte dell’usabilità quotidiana, invece, arriva un’aggiunta che farà discutere gli appassionati: un test di velocità della rete integrato direttamente nella barra delle applicazioni. La nuova funzionalità si cela dietro un clic destro sull’icona di rete, nella system tray, oppure accedendo alle Impostazioni rapide del Wi-Fi o dei dati mobili -8. Una volta avviato, il sistema apre il browser predefinito e si affida allo speed test di Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Una scelta, questa, che ha suscitato qualche perplessità tra i puristi, i quali fanno notare come non si tratti di un vero e proprio strumento nativo ma di un semplice reindirizzamento a un servizio web, con tutte le variabili del caso legate al browser e alla selezione del server -8. Tuttavia, nell’ottica di ridurre gli attriti e fornire una soluzione immediata all’utente medio che sospetta un malfunzionamento della propria connessione, l’iniziativa rappresenta un passo avanti verso una maggiore accessibilità agli strumenti diagnostici.

Personalizzazione e controllo: dalle nuove emoji ai comandi per la webcam

L’aggiornamento in arrivo non si limita alla sola sicurezza o agli strumenti per professionisti, ma abbraccia anche quegli aspetti di personalizzazione e controllo che rendono l’esperienza d’uso più fluida e moderna. Tra le novità più immediate e visibili spicca l’adozione del nuovo standard Emoji 16.0, che introduce simboli inediti come l’impronta digitale, l’arpa e la pala, andando ad arricchire il vocabolario visivo a disposizione di chi utilizza la finestra delle emoji di Windows. Un’altra implementazione interessante riguarda il supporto ai formati immagine: finalmente sarà possibile impostare file.webp come sfondo del desktop, una richiesta che proveniva da tempo dagli utenti più attenti alla qualità visiva e alla modernità dei formati supportati.

Sul versante dell’hardware, Microsoft ha pensato a chi utilizza webcam di fascia alta o per videoconferenze professionali. Nelle impostazioni di sistema, alla sezione “Bluetooth e dispositivi” e poi “Fotocamere”, faranno la loro comparsa nuovi controlli dedicati alla gestione della panoramica (pan) e dell’inclinazione (tilt) per i dispositivi che supportano queste funzionalità -7-9. Ciò significa che l’utente potrà regolare l’inquadratura direttamente dalle impostazioni di Windows, senza dover ricorrere ai software proprietari spesso farraginosi forniti dai produttori. Un’integrazione che, seppur minima, semplifica la vita a chi lavora in smart working o partecipa abitualmente a riunioni virtuali. Il tutto, come ormai consuetudine nel modello di sviluppo “Continuous Innovation” adottato da Microsoft, verrà distribuito progressivamente agli utenti nelle prossime settimane, seguendo il flusso degli aggiornamenti cumulativi mensili -4.

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