Giorgia Meloni nel Golfo: la missione a sorpresa tra energia e attacchi iraniani
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Redazione Esteri
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrata nel pomeriggio a Gedda, in Arabia Saudita, dando il via a una missione istituzionale lampo che toccherà anche Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Una visita, quella nella regione del Golfo, che a Roma ha colto di sorpresa persino gli osservatori più attenti: in pochissimi, infatti, erano stati informati dello spostamento, il secondo in appena dieci giorni dopo la tappa algerina. La premier – che ha appena rinnovato il taglio delle accise su benzina e diesel fino al primo maggio, al termine di un Consiglio dei ministri brevissimo – si muove dunque verso un Medio Oriente in fiamme, con un'agenda fitta di incontri ai massimi livelli.
Un viaggio da leader europeo in un Medio Oriente in fiamme
Secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi, si tratterebbe della prima visita nella regione da parte di un leader di Unione europea, G20 e Nato dall'inizio del conflitto in corso. Un dettaglio, quest'ultimo, che non è passato inosservato: la scelta di Meloni di presentarsi nel Golfo con il triplo cappello comunitario, intergovernativo e militare sottolinea la volontà di Roma di giocare un ruolo da protagonista in una fase di fortissima tensione internazionale. Gli incontri sono programmati con i principali rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, tre nazioni che negli ultimi anni hanno assunto un peso crescente negli equilibri energetici e geopolitici globali.
L'energia al centro: petrolio, gas e la sfida degli attacchi iraniani
L'obiettivo dichiarato della missione è duplice. Da un lato, si punta a rafforzare le relazioni bilaterali con questi Paesi, ribadendo il sostegno dell'Italia di fronte agli attacchi iraniani – un riferimento esplicito alle crescenti provocazioni di Teheran, che negli ultimi mesi hanno intensificato la loro pressione sull'area. Dall'altro lato, la presidente del Consiglio intende consolidare un partenariato strategico sempre più solido, fondato su basi energetiche. Il Golfo, lo si legge nelle note di viaggio, rappresenta una fonte cruciale di petrolio e gas per l'Italia e ha un ruolo determinante nell'andamento dei prezzi energetici globali. Una dipendenza, quella italiana dalle forniture del Golfo, che questa missione cerca di trasformare in leva negoziale.
Un blitz per la sicurezza energetica nazionale
Non è un caso che la missione sia stata ribattezzata da più parti come un "blitz per la sicurezza energetica nazionale". Dopo la tappa in Algeria – che pure è un fornitore strategico di gas via pipeline – Meloni punta ad allargare il ventaglio dei partner, diversificando così le fonti di approvvigionamento in un momento in cui il conflitto in Ucraina e le tensioni sul Mar Rosso rischiano di innescare nuove impennate dei prezzi. Il governo, del resto, ha appena prorogato il taglio delle accise: una misura impopolare per le casse pubbliche ma necessaria per tenere a bada l'inflazione, e che proprio dalla stabilità dei mercati energetici del Golfo può trarre nuova linfa. La due giorni saudita, dunque, non è solo una passerella diplomatica, ma un tassello di una strategia più ampia che lega la politica estera alla tenuta del consenso interno.




