Incidente sul Gra a Roma, si ferma a soccorrere uno sconosciuto e viene travolto: morto Giosuè Antony
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Redazione Interno
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Erano da poco passate le cinque del mattino, quando la carreggiata interna del Grande Raccordo Anulare, all’altezza del chilometro 40.700 e a ridosso dell’uscita per via Tuscolana, si è trasformata in una trappola mortale. Giosuè Antony, una guardia giurata romana di 35 anni, aveva appena terminato il turno di notte; l’idea, una volta accostata la propria auto, era quella di tornare dalla moglie Shamira e dai due bambini di sette e cinque anni. Invece, vedendo un veicolo in difficoltà – probabilmente uscito autonomamente di strada o ribaltatosi dopo un primo urto – non ci ha pensato due volte: ha accostato insieme a un altro automobilista per prestare soccorso ai passeggeri coinvolti.
Un gesto di altruismo che, nelle dinamiche ancora al vaglio della Polizia Stradale, gli è costato la vita. Mentre i due uomini operavano a piedi sull’asfalto – magari per controllare le condizioni dei feriti o solo per metterli in salvo – una quarta vettura sopraggiunta ad alta velocità li ha travolti. L’impatto è stato fatale per Antony, che è morto sul colpo nonostante l’arrivo immediato dei sanitari del 118; inutili, purtroppo, i tentativi di rianimazione.
La dinamica e i feriti nella notte sul Raccordo
Secondo le prime sintesi fornite dagli inquirenti, l’incidente sarebbe nato da un sinistro autonomo autonomo: una macchina, per cause ancora da accertare, si sarebbe ribaltata o sarebbe finita fuori carreggiata coinvolgendo i suoi tre occupanti. Vista la scena, gli automobilisti di passaggio – tra cui lo stesso Giosuè Antony – si sono fermati per aiutare. È stato in quel frangente, una manciata di secondi dopo essere scesi dalle rispettive vetture, che un’altra auto sopraggiunta lungo la stessa carreggiata ha investito il 35enne e causato una carambola che ha coinvolto complessivamente cinque veicoli. Oltre alla vittima, altre tre persone sono rimaste ferite: trasportate tutte in ospedale in codice giallo, versano in condizioni definite serie ma, al momento, non sarebbero in pericolo di vita.
La vittima, Giosuè Antony, e la vita spezzata a 35 anni
La comunità professionale della sicurezza privata, e in particolare i colleghi della centrale operativa per cui lavorava, hanno espresso cordoglio per la perdita di un uomo descritto come una "guardia giurata eroe". Il trentacinquenne non era solo un lavoratore, ma un padre di famiglia; quella domenica mattina, raggiunta la centrale per staccare il cartellino, avrebbe dovuto rientrare tra le mura domestiche per riposare insieme ai suoi cari. La sua auto era rimasta accostata lungo la corsia di emergenza, un simbolo silenzioso di quella catena di solidarietà spezzata dall’arrivo improvviso dell’ultimo veicolo.
I rilievi e le indagini degli specialisti
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale e il personale Anas, che hanno lavorato per ore per mettere in sicurezza l’area e permettere i rilievi scientifici. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la sequenza esatta degli eventi, un lavoro reso complicato dall’assenza di telecamere su quel tratto specifico dell’A90 e dalle condizioni di scarsa illuminazione tipiche delle prime ore dell’alba. Si cerca di capire, in particolare, la velocità tenuta dalla quarta auto e se il conducente abbia avuto il tempo di vedere i due uomini a piedi prima dell’impatto. Non ci sono ancora ipotesi definitive sulla eventuale responsabilità penale del conducente che ha provocato l’investimento; il fascicolo d’indagine, ancora aperto, resta al momento senza indagati specifici, in attesa degli esiti della consulenza tecnica. Sul Raccordo Anulare, intanto, il traffico è andato in tilt per tutta la mattinata tra le uscite Tuscolana e Appia, trasformando la domenica di migliaia di romani in un incubo di code e rallentamenti.




