Aumento degli stipendi per otto ministri non parlamentari
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Redazione Interno
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Sta facendo discutere la presentazione di un emendamento alla Manovra 2025, depositato in Commissione Bilancio a Montecitorio, che prevede un aumento di 3.200 euro per otto ministri non parlamentari. Se l'emendamento venisse convertito in legge, gli stipendi di questi ministri passerebbero da circa 9.200 euro lordi al mese a circa 12.400 euro. L'aumento comporterebbe l'assegnazione di diaria e rimborsi spese a chi guida un dicastero senza essere né deputato né senatore, portando l'indennità alla stessa consistenza di quella dei ministri che sono anche parlamentari.
La proposta è nata nelle ultime riunioni di maggioranza sulla manovra, ma non è ancora stata tradotta in un emendamento definitivo. L'idea è quella di equiparare il trattamento economico complessivo di ministri e sottosegretari non eletti ai loro colleghi deputati e senatori, che oltre all'indennità ricevono tutte le altre voci, dalla diaria ai rimborsi. Tuttavia, l'emendamento ha suscitato polemiche, con Pd e M5s che lo hanno definito vergognoso.
L'ultimo miglio della manovra consegna al Paese la traccia degli aumenti, positivi per pochi, anzi per pochissimi. Per gli otto ministri e i dieci sottosegretari che avranno uno stipendio più alto, il risvolto è positivo. Per gli altri, invece, il risvolto è negativo: più tasse. L'anno prossimo, infatti, per prendere l'aereo e viaggiare in autostrada si pagherà di più. La notte dei rincari su autostrade e aerei è ormai alle porte, e il populismo anti-casta arriva all'ultima prova.
L'emendamento alla manovra economica che equipara lo stipendio dei ministri e dei sottosegretari non parlamentari a quello dei colleghi eletti è il test definitivo sulla fine della stagione dell'anticasta.




