Francia, Le Pen condannata per frode all'Ue: esclusa dalle presidenziali 2027. La Russia critica, Bardella chiama alla mobilitazione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Marine Le Pen, figura storica della destra francese e leader del Rassemblement National, è stata dichiarata ineleggibile per cinque anni e condannata a quattro di reclusione – due dei quali senza sospensione condizionale – per appropriazione indebita di fondi europei. Una sentenza che, di fatto, le preclude qualsiasi possibilità di correre alle presidenziali del 2027, elezioni per cui era già considerata tra le favorite. Il tribunale di Parigi ha accertato che lei e altri otto eurodeputati del suo partito avevano deviato quasi tre milioni di euro destinati agli assistenti parlamentari di Strasburgo, utilizzandoli invece per finanziare attività politiche nazionali.

Nonostante la possibilità di scontare la pena con il braccialetto elettronico, il verdetto segna un punto di non ritorno per la carriera politica di Le Pen, che da anni cercava di smarcarsi dall’etichetta di estremista per proporsi come alternativa istituzionale. Reazioni immediate sono arrivate da Mosca, dove il governo russo ha parlato di "democrazia calpestata", mentre Elon Musk, intervenuto su X, ha bollato la condanna come un "abuso del sistema legale" per eliminare avversari scomodi. "Quando la sinistra non vince alle urne, usa le aule di tribunale", ha scritto, citando casi analoghi in Brasile, Pakistan e Stati Uniti.

Dal fronte interno, però, è Jordan Bardella, successore designato alla guida del Rassemblement National, a scuotere gli animi con un appello alla mobilitazione "popolare e pacifica". Definendo il processo uno "scandalo democratico", ha lanciato una petizione online – Salviamo la democrazia, sosteniamo Marine! – in cui accusa la magistratura di aver instaurato una "dittatura dei giudici". "Non è più il governo del popolo, ma quello di chi vuole zittirlo", si legge nel testo, che invita a reagire "senza violenza" per difendere il diritto al voto.

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