Legge elettorale, Tajani apre alle preferenze ma chiede un vertice di coalizione: emendamenti entro il primo settembre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha riaperto il dibattito sulla riforma elettorale, ma con una condizione precisa: prima di depositare qualsiasi emendamento, le forze del centrodestra devono incontrarsi per trovare una sintesi. Un chiarimento, quello del leader di Forza Italia, che arriva a margine della conferenza stampa alla Camera dedicata alla manifestazione dei giovani azzurri, e che getta luce sulle prossime mosse della maggioranza in materia di legge elettorale.

La richiesta, avanzata con toni pacati ma fermi, mira a evitare che l'Aula diventi il teatro di uno scontro tra alleati su un tema, quello delle preferenze, storicamente delicato per il centrodestra.

Il nodo delle preferenze e la richiesta di un confronto preventivo

La posizione di Tajani è chiara: Forza Italia non è contraria a un intervento sulla legge elettorale che introduca o modifichi il sistema delle preferenze, ma ritiene indispensabile che ogni passo venga compiuto all'interno di un percorso condiviso. "Noi vogliamo che prima del deposito di un eventuale emendamento ci sia un confronto tra le forze di centrodestra con l'obiettivo di trovare un accordo", ha dichiarato il ministro, sottolineando come il partito abbia già delle proposte concrete da mettere sul tavolo.

L'idea è quella di definire un testo condiviso a quattro, evitando così di dover rincorrere un accordo in extremis in Parlamento, dove i tempi stringono e le mediazioni diventano più complesse.

I tempi della riforma: calendario serrato alla commissione Affari costituzionali

Il calendario parlamentare, d'altronde, non lascia spazio a lunghe riflessioni. La commissione Affari costituzionali del Senato ha già fissato per il primo settembre, alle dodici, il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge sulla riforma elettorale. Lo ha comunicato il presidente della Commissione, Andrea De Priamo, di Fratelli d'Italia, dando il via libera all'avvio della discussione generale a partire da domani mattina.

Un cronoprogramma serrato, che impone alle forze politiche di accelerare i tempi del confronto, proprio come richiesto da Tajani, per arrivare al voto finale con un testo il più possibile unitario.

Le tappe del voto in Aula: discussione e approvazione entro metà settembre

L'iter del provvedimento si snoderà attraverso le aule di palazzo Madama con un calendario altrettanto definito. L'Aula del Senato discuterà la riforma a partire dal 9 settembre, con sedute previste anche per l'11 e il 14 settembre. Il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha aggiornato l'assemblea sui lavori, indicando che le dichiarazioni di voto e il via libera finale sono attesi per il 15 settembre, a partire dalle ore dieci.

Un percorso che, se rispetterà le scadenze, porterà all'approvazione definitiva della legge in poco più di due settimane, con la maggioranza chiamata a gestire le divergenze interne in tempi rapidi.

La strategia di Forza Italia e l'unità della coalizione

La richiesta di Tajani di un vertice di coalizione, che si terrà già nella prossima settimana, rappresenta quindi un tentativo di blindare l'accordo prima che il dibattito si sposti in commissione. L'obiettivo dichiarato è quello di presentare emendamenti condivisi, evitando che i singoli partiti procedano per conto proprio, con il rischio di vanificare l'immagine di compattezza che il centrodestra ha sempre cercato di proiettare sulle riforme istituzionali.

"Noi abbiamo delle cose da proporre per modificare la legge senza poi dover fare l'accordo in Aula", ha ribadito il ministro, lasciando intendere che il confronto preventivo è la chiave per evitare colpi di scena e garantire un esito lineare dell'iter parlamentare.

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