Vento di burrasca sferza il Friuli, cadono alberi e tegole per raffiche fino a 100 km/h
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Redazione Interno
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Una vigilia di Natale insolitamente agitata ha interessato il Friuli, dove il vento, più che il classico freddo, è stato il protagonista indiscusso delle festività. Non solo Trieste, infatti, si è ritrovata avvolta dalla tradizionale bora, la quale ha spazzato con forza anche diversi centri della regione, causando una serie di inconvenienti per fortuna di entità contenuta. A Chiopris, per fare un esempio, alcune tegole si sono staccate dai tetti in via Leopardi, rendendo necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l'area. Incidenti analoghi si sono verificati a Premariacco, dove un palo di sostegno è caduto per la violenza delle folate, e a Ruda, dove la caduta di alcuni alberi ha interessato la viabilità, obbligando a una momentanea interruzione del transito. Sul monte Coglians, del resto, le raffiche hanno toccato punte di 99 chilometri orari, un dato che spiega bene l'intensità del fenomeno, il quale non si è limitato alle sole zone costiere ma ha investito con decisione anche l'entroterra.
Le previsioni per le feste: bora, sole e un calo termico
Il quadro meteorologico per i giorni di festa, stando alle analisi dell'Arpa, si è presentato in evoluzione. Per il giorno di Natale, infatti, era atteso un cielo variabile accompagnato dalla persistenza della bora su Trieste, mentre per Santo Stefano le previsioni indicavano un generale miglioramento, con cielo sereno e solo qualche nuvola bassa sul Tarvisiano. La bora, seppure in calo, doveva permanere forte sul capoluogo regionale nella giornata del 26, con temperature in diminuzione, a segnare un sensibile cambio d'aria. Il fine settimana successivo si prospettava all'insegna del bel tempo, sebbene con un aumento dell'escursione termica tra il giorno e la notte e il previsto ritorno dei venti di bora a partire dal pomeriggio di domenica, quasi a chiudere un cerchio di atmosfera instabile.
La perturbazione atlantica e il vortice sulla Corsica
La causa di questo periodo di burrasca è da ricercarsi in una perturbazione pilotata da un vortice ciclonico in approfondimento in prossimità della Corsica, il quale, già nella Vigilia di Natale, ha determinato un deciso peggioramento delle condizioni sul Friuli Venezia Giulia. Come spiegato dagli esperti, le piogge e i rovesci si sono intensificati sin dalle prime ore del mattino, partendo dalle aree costiere per estendersi poi velocemente al resto del territorio regionale. Questo sistema perturbato, proveniente dalle Baleari, ha generato una marcata intensificazione dei venti su gran parte della Penisola, con lo scirocco che ha soffiato teso fino a 50 o 60 chilometri orari sulle regioni tirreniche e sulle Isole maggiori, e una tramontana impetuosa, con punte fino a 90 chilometri orari, che ha sferzato la costa ligure.
Il contesto del maltempo natalizio in Italia
Il Friuli non è stato l'unica regione a conoscere un Natale segnato dagli elementi, poiché l'Italia si è trovata nella morsa di un maltempo piuttosto esteso proprio nella settimana delle feste. Il quadro generale, infatti, ha visto il Paese diviso tra forti venti, piogge e persino nevicate a quote insolitamente basse, un insieme di fattori che ha reso complessa la situazione meteorologica. Se da una parte il vento ha creato i disagi maggiori nel Nordest, con la bora che ha mantenuto la sua fama di forza della natura, altre zone hanno dovuto fare i conti con precipitazioni intense, in un periodo dell'anno tradizionalmente associato a scenari più miti e tranquilli, dimostrando come la dinamica atmosferica possa riservare sorprese anche durante le ricorrenze.




