Ancora sangue sull'asfalto, a Troia muore Vincenzo Coppolella di 23 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel primo pomeriggio di venerdì 7 novembre, un boato squarciato dal suono della lamiera ha interrotto la consueta quiete della strada provinciale 115, quel nastro d'asfalto che si snoda, con le sue curve a volte insidiose, per unire Foggia al comune di Troia. Pochi istanti, quelli decisivi in cui l'automobile guidata da Vincenzo Coppolella, un ragazzo di ventitré anni con la vita davanti, ha perso il controllo della sua vettura per cause che i militari dell'Arma stanno ancora cercando di ricostruire nel dettaglio. La dinamica, per quanto terribilmente semplice nell'esito, parla di una sbandata improvvisa, di un veicolo che, uscito dalla sede stradale, non ha potuto evitare un violento ribaltamento seguito dall'impatto contro un muretto di recinzione e la massa solida di un albero, i quali, insieme, non hanno lasciato scampo alcuno al giovane conducente, unico occupante dell'abitacolo.

La vittima e il percorso di vita interrotto

Vincenzo, che risiedeva proprio a Troia, quella cittadina dei Monti Dauni da cui forse tornava o verso cui si dirigeva, aveva da poco imboccato la strada della propria indipendenza lavorativa, essendo stato assunto, circa un anno fa, presso l'Istituto Poligrafico di Foggia. Un traguardo, il suo, raggiunto con il sudore della fronte e che rappresentava il primo, importante mattone per la costruzione di un futuro ormai negato. La sua esistenza, fatta di progetti e di normali aspettative, si è spezzata in un attimo, lasciando nella disperazione una famiglia e un intero contesto sociale che lo conosceva, mentre i soccorritori, giunti sul luogo dello schianto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, sopraggiunto praticamente all'istante a causa delle gravissime lesioni riportate.

Il contesto stradale e le indagini in corso

La provinciale 115, teatro di questa ennesima sciagura, è ora al centro delle attenzioni degli investigatori, i quali, con il loro meticoloso lavoro, stanno setacciando ogni centimetro della carreggiata alla ricerca di indizi utili a comprendere le ragioni profonde dell'accaduto. Se ne vanno valutando, com'è prassi in simili frangenti, molteplici aspetti, che spaziano dalle condizioni del manto stradale in quel tratto preciso alla possibile presenza di tracce di frenata, senza tralasciare un esame approfondito del veicolo, il quale, ridotto ormai a un ammasso di rottami, viene analizzato per escludere o confermare eventuali malfunzionamenti meccanici preesistenti. Non si esclude, ovviamente, di poter acquisire elementi utili anche dalle telecamere di sorveglianza posizionate nelle proprietà private limitrofe, le quali potrebbero aver immortalato i secondi cruciali che hanno preceduto la tragedia.

Una strage silenziosa che non conosce tregua

Quello che ha stroncato la vita di Vincenzo Coppolella non è un episodio isolato nel recente panorama foggiano, ma si inserisce, con tragica puntualità, in una lugubre sequenza di lutti che insanguina il territorio. Poche ore prima, infatti, sempre nella giornata di venerdì, un altro incidente mortale, avvenuto sulla strada provinciale 90 nel comune di Ascoli Satriano, aveva causato la morte di un uomo di settant'anni, investito dalla pesante mole di un trattore. Due storie diverse, accomunate dal medesimo, assurdo epilogo e da quel senso di vuoto che permane dopo il passaggio della morte, la quale, sulla strada, non guarda in faccia a nessuno, cogliendo anziani e giovani, spezzando esistenze e gettando intere famiglie in un lutto improvviso e inaccettabile.

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