Trump avanza un piano in 28 punti per l'Ucraina, che prevede la cessione del Donbass
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Redazione Esteri
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Secondo quanto rivelato da indiscrezioni di stampa, l'amministrazione Trump ha elaborato una proposta articolata in ventotto punti per tentare di porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina. Questo piano, la cui esistenza è stata fatta trapelare in queste ore, riprenderebbe, ampliandolo, lo schema già proposto per altri teatri di crisi, mirando a un negoziato che rilanci trattative finora rimaste sterili. Gli elementi cardine, sebbene non confermati ufficialmente, disegnano un possibile assetto territoriale profondamente differente da quello precedente all'invasione, un fatto che, com'è prevedibile, sta già generando tensioni e perplessità in varie capitali.
Le condizioni sul tavolo
Il nucleo centrale della proposta statunitense, stando a quanto circolato, implicherebbe da parte ucraina la rinuncia alla regione del Donbass, la cui annessione alla Russia verrebbe quindi di fatto riconosciuta, insieme alla penisola di Crimea, già sotto controllo di Mosca dal duemilaquattordici. In cambio, Washington offrirebbe a Kiev, e per estensione all'Unione Europea, delle solide garanzie di sicurezza, volte a dissuadere future aggressioni. A questo si legherebbe, come ulteriore elemento di demilitarizzazione, una drastica riduzione dell’esercito ucraino, che verrebbe dimezzato nelle sue forze, una misura che toccherebbe inevitabilmente la sovranità nazionale.
Le reazioni e il contesto diplomatico
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, da parte sua, ha dichiarato in una nota ufficiale la disponibilità a collaborare con gli Stati Uniti per il raggiungimento della pace, ricordando come, dall’inizio dell’anno, il suo paese abbia sostenuto “tutti i passi decisivi e la leadership del presidente Trump, ogni proposta forte e giusta per porre fine a questa guerra”. Tuttavia, nel suo messaggio, non ha fatto alcun cenno esplicito ai contenuti specifici del piano, lasciando intendere una certa cautela su alcuni di essi. L’assenza di un commento diretto sulle clausole territoriali suggerisce, a molti osservatori, che le trattative siano a uno stadio delicatissimo, dove ogni parola pubblica è soppesata con estrema attenzione.
Lo stile e le dichiarazioni pubbliche
Il presidente Trump, dal canto suo, ha confermato pubblicamente il suo attivismo sulla questione, affermando di aver comunicato al presidente russo Vladimir Putin la sua intenzione di “risolvere la tua fottuta guerra”, un’espressione che, per la sua crudezza, ha catturato l’attenzione dei media internazionali. Quel tono diretto, che alcuni definiscono pragmatico e altri spregiudicato, caratterizza un approccio diplomatico volto a forzare i tempi, anche a costo di creare attriti con gli alleati. Le discussioni preliminari, si apprende, si sarebbero già svolte in segreto in una località della Florida, a conferma di un lavoro di backstage intenso, sebbene i contrasti su un accordo che chiederebbe a Kiev sacrifici così ingenti rimangano il principale ostacolo da superare.




