Il Torino di Baroni ritrova il morso e fa festa a Verona

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vittoria del Torino sul Verona, peraltro netta e maturata in trasferta, si lascia alle spalle una giornata di campionato che, se per i granata ha il sapore di un inizio incoraggiante, per i gialloblù assume i contorni di una pesante battuta d’arresto. Un risultato che, al di là del semplice punteggio, appare frutto di un percorso, di un lavoro che in casa torinese sta trovando una sua coerenza, mentre in quella scaligera sembra essersi interrotto bruscamente. A segnare la differenza, in un pomeriggio dove la classifica ha visto movimenti significativi, è stata soprattutto la capacità di gestire le diverse fasi di gioco, di adattarsi all’andamento della gara, di essere, in sostanza, squadra. Qualcosa che il Verona, in questa occasione, ha mostrato di aver smarrito, regalando al Torino la possibilità di amministrare il vantaggio senza troppi patemi.

Sullo sfondo del successo ottenuto all’Bentegodi, del resto, c’è un retroscena che va oltre i novanta minuti e che parla di un club riorganizzato. L’apporto del direttore sportivo, da poco ritornato a ricoprire il ruolo dopo un precedente ciclo, si è rivelato decisivo per supportare il lavoro dell’allenatore Ivan Baroni, il cui sorriso a fine partita era più che giustificato. Una sinergia che, tra valutazioni sul mercato e scelte tecniche, ha prodotto benefici immediati, visibili nella compattezza mostrata in campo. "La squadra mi è piaciuta, ha avuto l’energia giusta", ha commentato lo stesso tecnico, sottolineando come i suoi abbiano saputo interpretare "più partite all’interno della stessa partita": un primo tempo di grande spinta e una ripresa di carattere e sacrificio, necessari a contenere le reazioni avversarie e a chiudere i conti.

Dall’altra parte, la sconfitta ha generato un comprensibile disappunto, un sentimento di rabbia che lo stesso allenatore del Verona ha espresso senza mezzi termini, definendo la prestazione del suo gruppo come motivo di vergogna. Una reazione che nasce dalla constatazione di un evidente regresso, se si paragona il volto mostrato contro il Torino con quello che aveva permesso, nelle settimane precedenti, di battere avversari di rango. Quella vista in campo è parsa una brutta copia della squadra che aveva impressionato, un passo indietro che riporta la classifica a livelli pericolosi, in una zona della graduatoria che non lascia spazio all’ottimismo. La Befana, come è stato scritto, ha portato carbone ai padroni di casa, costretti a un’amara riflessione.

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