Giallo a Selargius: precipita dal terzo piano, i carabinieri non escludono l’omicidio
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Redazione Interno
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La quiete della notte in via Logudoro, a Selargius, è stata brutalmente interrotta dal rinvenimento del senza vita di una donna di 66 anni, di origini romene, trovata esanime nel cortile di un’abitazione. Se una prima, sommaria ricostruzione dei fatti sembrerebbe suggerire un tragico volo dal terrazzo del terzo piano dello stabile – dove la vittima risiedeva – i militari dell’Arma, giunti immediatamente sul posto dopo la chiamata al 118, hanno mantenuto un profilo di massima cautela, dichiarando ufficialmente di non voler escludere alcuna pista investigativa, compresa quella più inquietante dell’omicidio.
È stato l’anziano proprietario dell’immobile, un uomo di 88 anni che da tempo ospitava la donna (probabilmente con il ruolo di badante o comunque come convivente a titolo gratuito), a lanciare l’allarme. La sua versione dei fatti, al momento, rappresenta il primo tassello di un mosaico ancora tutto da comporre; lui stesso, assistito da un legale, è stato sottoposto a un lungo interrogatorio da parte degli inquirenti, che hanno lavorato senza sosta per tutta la notte per mettere a fuoco la dinamica esatta del tragico evento.
Il sopralluogo e i rilievi tecnici
Sul luogo della tragedia sono intervenuti non solo i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, ma anche i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Cagliare, affiancati dagli specialisti del Ris. Hanno effettuato rilievi minuziosi sia all’esterno, nel punto esatto in cui è stato trovato il, sia all’interno dell’appartamento situato al terzo piano, dalla cui terrazza la donna sarebbe precipitata.
L’obiettivo di questi accertamenti è duplice: da un lato, cercare di ricostruire la traiettoria del volo per capire se si sia trattato di un allontanamento volontario dal vuoto o di una spinta; dall’altro, gli investigatori cercano tracce di una possibile colluttazione, ovvero segni che possano dimostrare che la donna sia stata scaraventata giù dopo una lite. La Procura, che coordina l’inchiesta, ha voluto vederci chiaro sin da subito, disponendo il trasferimento immediato della salma.
L’autopsia come momento cruciale
La salma della cinquantasettenne è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale Brotzu di Cagliari, dove nei prossimi giorni verrà eseguito l’esame autoptico. Sarà proprio il medico legale a dover sciogliere il nodo centrale di questo giallo: stabilire con certezza se le lesioni riportate dalla vittima siano compatibili esclusivamente con una caduta dall’alto o se, invece, presentino segni riconducibili a violenze precedenti l’impatto con il suolo.
Fino ad allora, il fascicolo rimane aperto a tutte le ipotesi. Non c’è, al momento, un indagato ufficiale, ma l’attenzione degli inquirenti rimane alta, concentrata sulle incongruenze che potrebbero emergere tra i rilievi scientifici e le testimonianze raccolte. La dinamica precisa di quelle ore resta avvolta nel mistero: l’anziano che condivideva l’appartamento con lei sta fornendo il proprio contributo, ma i militari stanno anche sentendo altre persone a lei vicine per ricostruirne le ultime ore di vita.
Al momento, la Procura non ha voluto rilasciare ulteriori dettagli sullo stato d’animo della donna o sulle condizioni dei rapporti all’interno di quelle mura domestiche; gli inquirenti procedono con la massima riservatezza, in attesa dei riscontri scientifici che potranno finalmente fornire una svolta a questa vicenda.
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