Auto elettriche, dal 2027 la svolta Ue: colonnine ogni 60 km e addio alle app per pagare
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Redazione Economia
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La transizione verso la mobilità elettrica si è spesso scontrata, per gli automobilisti che hanno già compiuto questo passo, con un ostacolo più insidioso dell'autonomia delle vetture: l'esperienza della ricarica pubblica. Fino ad oggi, questa si è rivelata una giungla di applicazioni da scaricare, registrazioni obbligatorie, tessere dedicate e tariffe opache, il tutto condito dalla frustrazione di colonnine che sulla carta esistono ma nella realtà sono fuori servizio.
Un copione che ha trasformato un gesto che dovrebbe essere semplice in un'esperienza tutt'altro che felice, scoraggiando non pochi potenziali acquirenti. L'Unione Europea ha ascoltato queste lamentele e ha deciso di mettere ordine, tracciando una linea netta con il regolamento AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), il cui cuore pulsante entrerà in funzione il 1° gennaio 2027, segnando un prima e un dopo per chiunque viaggi a batteria.
Colonnine di ricarica ogni 60 chilometri sulla rete Ten-T
La prima, e forse più attesa, delle novità riguarda la capillarità della rete di ricarica. Il regolamento europeo impone una vera e propria rivoluzione nella copertura territoriale, obbligando ogni Stato membro a installare stazioni di ricarica rapida lungo le principali arterie stradali del continente. In particolare, sulle direttrici della rete centrale TEN-T, quel reticolo di autostrade e strade strategiche che collega l'Europa da un capo all'altro, la distanza massima tra una stazione di ricarica e l'altra non potrà superare i 60 chilometri.
Non si tratta di una semplice raccomandazione, ma di un obbligo di legge pensato per cancellare definitivamente la cosiddetta "ansia da autonomia", che ancora oggi frena una consistente fetta di potenziali acquirenti. Per chi parte da Milano per raggiungere Monaco, Lione o Vienna, la certezza matematica di trovare un punto di ricarica veloce prima che la batteria scenda in zona rossa diventerà finalmente una realtà concreta.
Per la rete globale TEN-T, che comprende strade statali e arterie regionali, l'obiettivo per il 2027 prevede che almeno il 50% della sua lunghezza sia coperto da queste infrastrutture, anch'esse distanti al massimo 60 chilometri l'una dall'altra. Le aree di servizio, inoltre, dovranno garantire una potenza complessiva via via crescente: entro la fine del 2027 si dovrà arrivare ad almeno 600 kW per ogni gruppo di stazioni, con un minimo di due punti di ricarica da 150 kW ciascuno.
Un traguardo ambizioso, che secondo le rilevazioni di Transport & Environment vede l'Italia già in una posizione di vantaggio, avendo centrato l'89% del target per il 2025 e superato addirittura del 240% l'obiettivo legato alla potenza di ricarica in rapporto al numero di auto elettriche circolanti.
La vera rivoluzione: pagare la ricarica senza app
Se la maggiore presenza di colonnine sul territorio è un pilastro, la semplificazione delle modalità di pagamento rappresenta la rivoluzione più tangibile nella vita di tutti i giorni. Dal 1° gennaio 2027, l'UE impone che tutte le colonnine pubbliche con potenza pari o superiore a 50 kW, anche quelle installate prima dell'entrata in vigore del regolamento, consentano il pagamento diretto tramite carta di credito, sistemi contactless o bancomat.
L'installazione del POS o del lettore contactless diventa quindi obbligatoria a tutti gli effetti, eliminando la necessità di scaricare applicazioni dedicate, creare account su piattaforme di gestori diversi o affidarsi a tessere RFID legate a un singolo operatore per poter effettuare una ricarica. Ricaricare diventerà semplice come fare il pieno di benzina: ci si avvicina, si collega il veicolo, si paga e si riparte.
Per le colonnine di potenza inferiore ai 50 kW, è invece consentito l'uso di sistemi di pagamento digitali alternativi, come i codici QR, purché il pagamento possa avvenire senza obbligo di registrazione o sottoscrizione di un contratto con l'operatore.
Non si tratta di una novità assoluta: per le nuove colonnine installate dal 13 aprile 2024, l'obbligo di accettare il pagamento ad hoc era già previsto, ma la scadenza del 2027 allarga questo obbligo a gran parte delle infrastrutture già esistenti, portando a compimento un processo che l'Europa ha avviato da tempo.
Tariffe trasparenti e colonnine sempre connesse
Il regolamento AFIR interviene anche sul fronte della trasparenza dei costi, un altro terreno minato per l'automobilista. Per le colonnine da almeno 50 kW, il prezzo della ricarica effettuata senza contratto deve essere basato sui kWh effettivamente erogati e deve essere chiaramente indicato prima dell'inizio della sessione. Le tariffe esposte dovranno quindi essere chiare, leggibili e confrontabili, mettendo fine alle vecchie formule indecifrabili che mescolavano costi a tempo, quote di attivazione e penali di occupazione.
Per le stazioni meno potenti (sotto i 50 kW), tutte le voci di costo, che siano al kWh, al minuto o per singola sessione, dovranno comunque essere esposte in modo visibile. A completare il quadro, un ultimo elemento è destinato a rendere la vita più facile: l'obbligo di connettività digitale h24 per ogni punto di ricarica. Tutte le colonnine dovranno essere interconnesse e comunicare in tempo reale la propria disponibilità e lo stato di efficienza.
Questo significa che i navigatori delle auto, o qualsiasi servizio di mappe, potranno mostrare all'automobilista non solo la posizione della colonnina più vicina, ma anche se questa è libera, occupata o, peggio, fuori servizio, evitando spiacevoli sorprese e ottimizzando il viaggio in base a informazioni certe e aggiornate.
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