Colonnine ogni 60 chilometri e addio alle app: la ricarica delle auto elettriche cambia dal 2027

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per tutti coloro che hanno accolto la transizione ecologica e già guidano un'auto elettrica, il problema ormai non è più rappresentato dall'autonomia dei veicoli, quanto dalla fruibilità delle infrastrutture di ricarica. Lo scenario, per chi viaggia, è spesso un incubo fatto di app da scaricare e registrazioni obbligatorie, di tessere dedicate a singoli operatori e tariffe poco trasparenti, senza dimenticare le colonnine che risultano disponibili solamente sulla carta per poi rivelarsi fuori servizio.

Un'esperienza, quella della ricarica pubblica, che si è trasformata in un'impresa tutt'altro che felice per gli automobilisti, costringendo l'Europa a mettere mano al portafoglio di misure per rendere la mobilità a zero emissioni realmente praticabile.

Il regolamento Afir e la rete Ten-T: colonnine ogni 60 chilometri

La data da segnare in rosso sul calendario è il 1° gennaio 2027, momento in cui entrerà nella sua fase più incisiva l'applicazione del regolamento europeo Afir (Alternative Fuels Infrastructure Regulation). Approvato nell'aprile del 2023, il provvedimento mira a sviluppare un'infrastruttura di ricarica più capillare e, soprattutto, a renderne l'utilizzo molto più semplice e intuitivo.

L'obiettivo dichiarato da Bruxelles è quello di abbattere tre ostacoli storici per l'automobilista green: la burocrazia degli account, la frammentazione dei servizi tra decine di operatori e l'opacità dei costi, intervenendo così su alcune delle criticità che ancora oggi complicano i lunghi viaggi in elettrico.

Uno dei pilastri centrali del regolamento Afir riguarda la copertura territoriale delle infrastrutture di ricarica. Lungo la rete stradale Ten-T, il sistema di collegamenti strategici che attraversa l'Europa collegando città, porti e nodi economici fondamentali, gli Stati membri dovranno garantire la presenza di stazioni di ricarica rapida a una distanza massima di 60 chilometri l'una dall'altra, in ogni direzione di marcia.

La misura, che si traduce nella certezza per chi viaggia di trovare un punto di ricarica lungo le principali direttrici senza dover pianificare percorsi alternativi, è pensata per contrastare la famosa "ansia da autonomia" che ancora oggi frena una fetta consistente di potenziali acquirenti di veicoli elettrici.

Il pagamento con carta di credito e la fine delle app obbligatorie

Se la capillarità della rete è il pilastro portante, la rivoluzione più tangibile nella vita di tutti i giorni riguarda i sistemi di pagamento. Dal 1° gennaio 2027, tutti i punti di ricarica pubblici con potenza pari o superiore a 50 kW situati lungo la rete Ten-T o in aree di parcheggio sicure dovranno accettare il pagamento diretto tramite carte di credito, di debito o bancomat, anche in modalità contactless.

In altre parole, per gli automobilisti non ci sarà più alcun obbligo di scaricare applicazioni specifiche, creare profili o affidarsi a tessere Rfid legate a un singolo operatore: basterà avvicinare la carta al lettore contactless, come in qualsiasi esercizio commerciale, e avviare la ricarica in pochi secondi.

L'obbligo di dotare le colonnine di Pos o dispositivi contactless è già in vigore dal 13 aprile 2024 per tutte le nuove installazioni che superano i 50 kW, ma la scadenza del 2027 è cruciale perché estende il requisito anche agli impianti già esistenti, che dovranno essere adeguati. Per le colonnine di potenza inferiore a 50 kW, la normativa consente soluzioni digitali sicure come il pagamento tramite Qr Code, che però deve rimandare a una pagina web che permetta il pagamento diretto senza registrazioni obbligatorie.

Trasparenza delle tariffe e colonnine sempre connesse

Per completare il quadro degli interventi, il regolamento Afir mette un punto fermo anche sulla trasparenza dei costi. Gli operatori delle colonnine dovranno esporre il prezzo dell'energia in modo chiaro e facilmente confrontabile, con i costi espressi in euro per kWh, proprio come accade con il prezzo al litro alla pompa di benzina. La misura è pensata per favorire la concorrenza tra i diversi fornitori e per permettere all'utente di sapere in anticipo quanto spenderà, evitando di incappare in tariffe complesse e commissioni aggiuntive poco chiare.

A chiudere il cerchio delle semplificazioni c'è infine l'obbligo di interconnessione digitale per le infrastrutture. Tutte le colonnine dovranno essere in grado di comunicare in tempo reale il proprio stato operativo, indicando la posizione, la potenza disponibile, l'eventuale guasto e l'occupazione degli stalli. In questo modo, i navigatori delle auto e le piattaforme digitali potranno mostrare informazioni aggiornate lungo il percorso, evitando inutili deviazioni e consentendo una pianificazione del viaggio precisa e senza intoppi.

Un requisito che, in Italia, rappresenta una sfida importante per una rete che, pur crescendo, presenta ancora differenze significative tra le varie aree del Paese, ma che potrebbe rappresentare l'occasione per un decisivo salto di qualità.

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