Giallo e veleni dopo il 5-4 dell'Italia a Debrecen
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Redazione Sport
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Un’abbuffata di gol, nove in totale, ma anche un concentrato di veleni e tensioni che rischia di offuscare la memorabile rimonta azzurra. La partita contro Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026 e vinta per 5-4, passerà alla storia per il suo epilogo rocambolesco, siglato da Sandro Tonali a un minuto dal novantesimo, ma si sta rivelando un caso diplomatico che travalica i confini del terreno di gioco. Le accuse, come riportano i media di Tel Aviv, sono pesanti: i calciatori israeliani, attraverso il loro ct Ran Ben Shimon, avrebbero denunciato di essere stati «insultati e presi in giro per tutta la gara» dagli azzurri, un’atmosfera che avrebbe reso necessarie persino delle scuse ufficiali negli spogliatoi al termine dell’incontro.
La Federcalcio italiana, da parte sua, smentisce categoricamente ogni necessità di scuse, pur non negando la tensione palpabile che ha caratterizzato gli ultimi minuti di gioco, quelli successivi al gol della bandiera israeliana del 4-4 e immediatamente prima del decisivo strike di Tonali. Le telecamere hanno immortalato, del resto, gli animi surriscaldati in panchina e in campo, dove l’allenatore Gennaro Gattuso – secondo quanto circolato – avrebbe esternato la sua esasperazione con modi franchi e diretti, tipici del suo carattere.
Proprio quel carattere è stato indicato dal Ministro dello Sport, Andrea Abodi, come la cifra distintiva di una squadra che, nonostante tutto, ha dimostrato di saper reagire nell’ora più difficile. «Ha il carattere di Gattuso», ha dichiarato il Ministro, sottolineando come le qualità tecniche e umane del ct siano essenziali per navigare un periodo complesso, segnato da pressioni interne che hanno portato alle dimissioni del precedente commissario tecnico prima ancora che il suo ciclo potesse cominciare davvero.




