Manovra 2025, il via libera arriva dopo l'ultima giravolta sul condono

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quando la commissione Bilancio del Senato era ormai pronta a sancire l’approvazione della legge finanziaria, i senatori di Fratelli d’Italia hanno presentato un emendamento a sorpresa per inserire una misura di sanatoria edilizia, trovando una sponda a Palazzo Chigi ma un netto rifiuto da parte di tutte le opposizioni. L’episodio, che ha provocato un’ulteriore e significativa scossa nell’iter parlamentare, si è risolto con un rapido dietrofront, sbloccando di fatto la situazione e aprendo la strada al voto in aula. Il testo, dopo questo stop and go, è quindi pronto per la discussione in Senato, prevista per lunedì 22 dicembre, con l’approvazione che dovrebbe giungere il giorno successivo, martedì 23, prima del passaggio definitivo alla Camera dei Deputati.

Le misure per le imprese e la tensione sulle pensioni

Nel maxi emendamento governativo, che ha ricevuto il via libera in commissione, rientra un pacchetto di interventi da 3,5 miliardi di euro destinato alle aziende, una somma che si articola in crediti d’imposta per gli investimenti legati al programma Transizione 5.0 e per quelle che operano nella Zona economica speciale unica del Mezzogiorno. Viene così recuperato, tra l’altro, uno stanziamento di 1,3 miliardi per Transizione 4.0, i cui fondi si erano esauriti in tempi rapidissimi nonostante le numerose richieste avanzate dalle imprese per progetti già avviati. La misura, che era stata temporaneamente messa in discussione, rappresenta una delle colonne portanti della manovra dal punto di vista economico, poiché mira a sostenere la competitività e l’innovazione del sistema produttivo nazionale.

Giorgetti e la "moral suasion" sulla riforma pensionistica

Le tensioni interne alla maggioranza, emerse in particolare sul delicato capitolo delle pensioni, sono state composte grazie all’intervento diretto del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il quale ha esercitato quella che in ambito politico viene definita una “moral suasion” per ottenere il consenso della Lega sulla cosiddetta “stretta”. Presentandosi per la seconda volta ai lavori della commissione, il ministro ha ironizzato sulle voci di possibili dimissioni, affermando: “Ci penso tutte le mattine, sarebbe la cosa più bella da fare, personalmente”, per poi aggiungere, con la sicurezza di chi ha già affrontato numerosi provvedimenti analoghi, che “è la 29esima legge bilancio che faccio so perfettamente come funziona”. Una dichiarazione che ha chiuso la fase più critica dei negoziati, permettendo il raggiungimento di un accordo.

Il contenuto della manovra in attesa del voto

Oltre alle risorse per le imprese e alle modifiche nel sistema pensionistico, il testo della manovra contiene altri provvedimenti significativi, sui quali il governo ha puntato molto per definire il proprio programma economico. Si parla, tra gli altri, di interventi in materia di Trattamento di fine rapporto e di infrastrutture, senza dimenticare il citato Ponte sullo Stretto di Messina, progetto storico che torna ad avere una copertura finanziaria e un posto nell’agenda esecutiva. L’iter, ora, prosegue con la tappa in aula al Senato, dove si concluderà l’esame parlamentare prima del ritorno a Montecitorio per il voto definitivo, che dovrebbe chiudere la partita entro la fine dell’anno.

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