Manovra, la tempesta del condono e la corsa finale verso l'aula
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Redazione Interno
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Quando tutto sembrava ormai definito, e la commissione bilancio del Senato si apprestava a chiudere l'esame del testo, l'ultima e imprevedibile scossa è arrivata dalla proposta di condono edilizio avanzata dai senatori di Fratelli d'Italia, che ha messo a repentaglio i già precari equilibri e i tempi della manovra. La misura, che pareva trovare una sponda a Palazzo Chigi, si è infatti scontrata con il muro compatto delle opposizioni, creando uno stallo improvviso e di difficile gestione. Un dietrofront, necessario per evitare il naufragio dell'intero provvedimento, è stato l'epilogo di una giornata tesa, permettendo così alla Finanziaria di proseguire il suo iter e di essere calendarizzata per la discussione in aula, attesa per lunedì, con il voto finale previsto martedì.
Il via libera in commissione e i nodi irrisolti
L'approvazione in commissione, giunta al termine di una giornata ad alta tensione, ha confermato una manovra che ha messo a dura prova la coesione della maggioranza, lasciando inevitabilmente in sospeso numerosi temi e accendendo dibattiti aspri. "Ho visto grossomodo una trentina di leggi di bilancio, non ce n'è una che abbia zero problemi", ha commentato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tentando di riassumere la complessità di un lavoro legislativo che, nonostante tutto, è riuscito a superare questo scoglio. La Russa ha comunque assicurato che il testo arriverà in Aula puntuale, fissando l'inizio della seduta per le 9.30 di lunedì.
Il pacchetto da 3,5 miliardi per le imprese
Tra gli elementi cardine del maxi-emendamento governativo che ha ottenuto il via libera, spicca il reintegro delle misure da 3,5 miliardi di euro destinate al mondo produttivo. Sono stati infatti confermati, sotto forma di crediti d'imposta, i fondi per gli investimenti legati alla Transizione 5.0 e quelli per la Zona economica speciale unica del Mezzogiorno. Nel pacchetto rientra in particolare lo stanziamento, da 1,3 miliardi, per la Transizione 4.0, i cui fondi – come noto – erano andati esauriti in tempi brevissimi, lasciando scoperte molte aziende che avevano già programmato o avviato i propri piani di innovazione.
Pensioni, infrastrutture e lo stanziamento per il Tfr
Accanto alle risorse per le imprese, la manovra che si appresta a debuttare in aula contiene altre misure significative, dalla cosiddetta 'stretta' sulle pensioni, ottenuta anche grazie alla presenza del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in commissione, allo stanziamento di fondi per opere come il Ponte sullo Stretto e per il settore casa. Lo stesso Giorgetti, parlando con i giornalisti, ha ironizzato sulle pressioni del momento dichiarando di pensare "alle dimissioni ogni mattina", ma ha subito aggiunto che l'impegno suo e del governo prosegue "per il Paese". Completa il quadro la previsione di risorse anche per il trattamento di fine rapporto, una voce che interessa direttamente milioni di lavoratori.




