Milano, lo schiaffo al contestatore durante il presidio del centrodestra

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un momento di tensione si è verificato nei pressi di piazza San Carlo, a Milano, nel corso del presidio organizzato dal centrodestra cittadino in solidarietà con le forze dell'ordine dopo gli scontri del fine settimana. A confrontarsi con i manifestanti sono stati alcuni giovani, alcuni dei quali nati in Italia da genitori stranieri. Il botta e risposta è presto degenerato tra provocazioni e spintoni, fino a un episodio di violenza fisica: uno dei partecipanti al presidio ha colpito con uno schiaffo un contestatore.

La provocazione e lo striscione

Il confronto si è acceso davanti a uno striscione che inneggiava alla remigrazione. «Quando rimarranno solo i maranza italiani che farete?», ha chiesto un giovane italiano di seconda generazione rivolgendosi ai manifestanti, secondo quanto ricostruito. «Remigrateli tutti e quando rimarranno solo i maranza italiani vedrete che non cambierà nulla», è stata la provocazione riportata.

Tra i presenti, secondo le cronache, sono volati insulti anche a sfondo razzista, mentre le forze dell'ordine in assetto antisommossa hanno formato un cordone intorno al presidio per contenere la situazione.

Le parole di La Russa

All'iniziativa ha preso parte il presidente del Senato Ignazio La Russa, il quale, a margine del presidio, ha affrontato il tema della sicurezza e del lavoro delle forze di polizia. «Giusto più forze di polizia, ma ancora più giusto lasciare loro la libertà di svolgere bene il proprio lavoro, senza criminalizzarle», ha dichiarato La Russa, respingendo l'idea che gli agenti vengano identificati per poi essere imputati.

«Se sbagliano devono pagare, ma guai a pretendere che non facciano bene il loro lavoro», ha aggiunto, rivendicando anche la missione "Strade sicure" svolta dai militari a Milano a supporto dell'ordine pubblico.

La critica di Salvini

A margine dell'inaugurazione del Bosco della Musica a Milano, il ministro Matteo Salvini è tornato sui disordini del fine settimana, criticando i genitori dei ragazzi fermati e il loro stupore per l'intervento della polizia. Il ministro ha poi distinto il diritto a protestare dalle violenze e dai blocchi stradali, annunciando che chiederà agli autotrasportatori di rimuovere quelli ancora in corso.

Il contesto nazionale e la corsa elettorale

Sul piano politico nazionale, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha lanciato la propria candidatura alla presidenza del Consiglio chiudendo l'Assemblea nazionale del partito. «Sono onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia e di guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie», ha dichiarato Schlein, aggiungendo che, qualora si decidesse di fare le primarie, queste saranno organizzate come «una grande festa di partecipazione popolare» e non come un momento divisivo.

L'assemblea ha inoltre approvato la modifica statutaria che consente alla segretaria di proseguire il mandato alla guida del partito fino alle elezioni politiche del 2027.

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