Milan, si accelera sulla scelta dell’allenatore: Furlani, Ibra e Moncada al lavoro con Tare
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Redazione Sport
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La questione panchina rossonera entra nel vivo. Nella notte di sabato, a San Siro, il ceo Giorgio Furlani, Zlatan Ibrahimovic e Geoffrey Moncada si sono confrontati a lungo sul nome del futuro allenatore, come riportato da Andrea Ramazzotti su La Gazzetta dello Sport. Da oggi, però, il quadro si farà più definito con l’arrivo di Igli Tare, atteso per la prima volta nella sede del club e prossimo a essere ufficializzato come nuovo dirigente. Sarà lui, insieme alla dirigenza, a dover sbrogliare una matassa che vede in lizza tre candidati principali: Vincenzo Italiano, Massimiliano Allegri e Thiago Motta.
Non mancano, tuttavia, le perplessità su come si stia evolvendo la situazione. Fabio Capello, storico ex tecnico milanista, ha espresso dubbi sull’eventualità che una singola partita – come la finale di Coppa Italia – possa influenzare le valutazioni su un allenatore. «Se il Porto avesse vinto, Sergio Conceição sarebbe stato confermato», ha osservato in un’intervista rilasciata allo stesso quotidiano sportivo. «Ma è così che si giudica un lavoro? Le scelte non si basano su novanta minuti».
Intanto, la lista dei papabili si restringe. Italiano sembra essere il favorito, ma Allegri – ora più vicino al Napoli – e Motta rimangono opzioni concrete. Tare, che ha già avuto un primo colloquio con Giovanni Ghisolfi per discutere del futuro di Alexis Saelemaekers, dovrà districarsi in un contesto non privo di incognite.
Sulle pagine della Gazzetta, Capello ha affrontato anche altri temi, come il possibile addio di Tijjani Reijnders. «Non lo cederei mai», ha dichiarato, paragonando la situazione a una sua esperienza passata al Real Madrid. Quanto a Francesco Camarda, invece, ha sottolineato come il giovane talento abbia passato «troppo tempo in panchina», sollevando interrogativi sulla gestione dei prospetti più promettenti.




