Truppe americane in Europa, gli Usa accelerano sul disimpegno

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le truppe americane in Europa potrebbero essere al centro di un nuovo ridimensionamento della presenza militare degli Stati Uniti, mentre Washington accelera il confronto con gli alleati sul futuro della difesa del continente. La Casa Bianca e il Pentagono stanno valutando diverse opzioni per modificare un dispositivo che oggi conta circa 80 mila uomini, con uno scenario in cui gli europei dovrebbero assumere un ruolo molto più ampio nella propria difesa convenzionale. Il tema è entrato direttamente nel confronto all’interno della Nato, dove gli Stati Uniti hanno indicato la volontà di muoversi verso una sicurezza europea sempre più guidata dagli stessi Paesi del continente, pur mantenendo il quadro dell’Alleanza Atlantica.

Il piano Usa sulle truppe americane in Europa

Il nuovo orientamento è emerso durante un incontro a Bruxelles tra Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa americano per la politica, e gli ambasciatori dei Paesi Nato. Colby ha illustrato agli alleati la linea di Washington, che punta a una difesa del continente sempre più “European-led”, quindi con un peso crescente degli europei nella gestione della sicurezza e delle capacità convenzionali. Sul tavolo ci sarebbero quattro possibili opzioni per ridisegnare la presenza statunitense, mentre appare assai improbabile che l’attuale assetto resti completamente invariato. Il confronto riguarda non soltanto il numero delle truppe, ma anche la possibile riduzione di aerei e, più in generale, il contributo americano alla struttura di difesa europea.

Il punto centrale indicato dal sottosegretario americano è la redistribuzione delle responsabilità. Colby ha spiegato che è in corso una conversazione concreta su come procedere in un contesto nel quale l’Europa, definita un continente molto ricco, può assumere e sta già assumendo la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale. Il messaggio rivolto agli alleati riguarda quindi un passaggio progressivo di compiti, mentre gli Stati Uniti valutano come adattare la propria presenza militare. Il possibile disimpegno viene presentato all’interno di una revisione più ampia delle priorità strategiche americane, senza indicare nell’incontro un abbandono dell’Europa o della Nato.

Colby alla Nato: l’Europa resta un interesse fondamentale

Colby ha infatti precisato al quartier generale della Nato che l’Europa rimane un interesse fondamentale per gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, Washington intende attribuire maggiore priorità all’emisfero occidentale e alla prima catena di isole davanti alla Cina, elemento che contribuisce a spiegare il riesame della presenza militare americana sul continente europeo. Le dichiarazioni mostrano così due linee che procedono contemporaneamente: da una parte la conferma dell’importanza strategica dell’Europa per gli Usa, dall’altra la richiesta agli alleati europei di sostenere direttamente una quota maggiore della propria difesa, soprattutto sul piano convenzionale.

La missione europea di Colby serve proprio a presentare agli alleati i possibili scenari elaborati dal Pentagono. Tra le ipotesi indicate figurano meno truppe e meno aerei statunitensi, mentre il Vecchio Continente sarebbe chiamato ad assumere maggiori responsabilità. Il confronto avviene mentre il disimpegno militare americano viene descritto come un processo sul quale il tempo stringe e le alternative vengono analizzate con crescente concretezza. L’ipotesi che tutto rimanga esattamente come oggi viene considerata poco probabile, mentre il nodo riguarda l’ampiezza effettiva degli eventuali tagli e la configurazione che la presenza militare americana potrebbe assumere dopo la revisione.

Difesa europea e Nato, cosa cambia nel rapporto con Washington

Il passaggio verso una difesa più direttamente guidata dagli europei non viene collocato fuori dalla Nato, ma all’interno della stessa Alleanza Atlantica. Washington punta quindi a modificare la distribuzione dei compiti senza mettere in discussione, nelle dichiarazioni riportate, il ruolo dell’organizzazione. Per i Paesi europei la questione riguarda soprattutto la capacità di sostenere una parte più consistente della difesa convenzionale, mentre gli Stati Uniti concentrano maggiore attenzione su altre aree considerate prioritarie. La presenza di circa 80 mila militari americani in Europa rappresenta il punto di partenza di questa revisione e rende il confronto sul possibile ridimensionamento uno dei passaggi centrali nel nuovo rapporto tra Washington e gli alleati.

Il dibattito si inserisce inoltre in una fase in cui Donald Trump continua a usare una comunicazione politica aggressiva contro gli avversari, ricorrendo a soprannomi, immagini provocatorie e riferimenti personali. Tra gli esempi citati figurano il termine “scemocratici” rivolto ai democratici, gli attacchi al senatore della Georgia Jon Ossoff e la diffusione sul proprio social di una foto del deputato Hakeem Jeffries con sombrero e baffi. Sul piano della politica di difesa, però, il messaggio portato da Colby agli alleati europei riguarda soprattutto la necessità di chiarire come procedere insieme mentre gli Stati Uniti rivedono priorità, presenza militare e distribuzione delle responsabilità all’interno della Nato.

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