Sassuolo-Genoa, le pagelle: Norton-Cuffy e Martin trascinano i grifoni
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Redazione Sport
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Un gol allo scadere, capace di ribaltare il punteggio e di regalare tre punti pesantissimi, ha sancito l'esordio in panchina della coppia atipica formata da Domenico Criscito e Roberto Murgita, una soluzione ad interim in attesa della scelta definitiva per sostituire Patrick Vieira. La vittoria per 2-1 sul campo del Sassuolo, maturata nel posticipo della decima giornata di Serie A, non rappresenta soltanto un primo successo in campionato ma assume i contorni di un vero e proprio punto di svolta per le sorti della squadra rossoblù, che vede allontanarsi lo spettro di una crisi più profonda. A rendere ancor più prezioso il risultato, è stata la maniera con cui è stato conquistato, con un Genoa che ha mostrato un volto completamente diverso da quello visto nelle uscite precedenti, dimostrando un carattere e una determinazione che fino a quel momento sembravano smarriti.
Il duetto in panchina e il segnale di risveglio
Roberto Murgita, condividendo le responsabilità tecniche con 'Mimmo' Criscito, ha sottolineato ai microfoni di Dazn l'importanza della reazione della squadra, ringraziandola per aver saputo interpretare la partita con l'anima del Genoa. "Abbiamo dato un segnale a noi stessi: siamo vivi", ha dichiarato il tecnico, sintetizzando in poche parole il significato di una vittoria che va ben oltre il semplice aritmetico dei tre punti. Quel "siamo vivi", ripetuto con convinzione, suona come un manifesto di intenti e come la prova tangibile di una squadra che non intende arrendersi nonostante le difficoltà incontrate nel corso dell'inizio di campionato.
Gli artefici sul campo: gli esterni dominanti
Se è vero che il gol della vittoria è stato siglato in extremis, è altrettanto innegabile che la prestazione di alcuni giocatori ha costituito il fondamento sul quale è stato costruito il successo. L'analisi delle prestazioni individuali mette in luce, in particolare, le figure dei due esterni genoani, Norton-Cuffy e Martin, indicati come i veri trascinatori della squadra. Le loro incursioni lungo le fasce, caratterizzate da una progressione palla al piede efficace e da cross precisi, hanno creato non pochi problemi alla difesa avversaria, dimostrandosi un'arma costante e pericolosa per l'intera durata dell'incontro. A loro si è affiancata una prova solida e decisiva, che ha trovato il suo apice nel momento clou della partita.
La consapevolezza della squadra
La soddisfazione per il risultato, peraltro, non ha offuscato la percezione della realtà all'interno dello spogliatoio genoano. Morten Frendrup, pur mostrando un ampio sorriso dopo la fine della gara, ha immediatamente rimarcato come la strada da percorrere rimanga ancora lunga, evidenziando la fondamentale importanza di quei punti per la causa della salvezza. Le sue parole, che hanno evitato trionfalismi di maniera, hanno messo in luce la giusta attitudine messa in campo dalla squadra, un approccio mentale senza il quale neppure la migliore delle prestazioni tecniche potrebbe bastare per ottenere risultati di rilievo in un campionato complesso come quello di Serie A.




