Genoa, il primo gol di Norton-Cuffy vale una vittoria e un sorriso di De Rossi
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Redazione Sport
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Nel turbinio di una Serie A che non concede sosta, il Genoa di Daniele De Rossi ha costruito un'altra tessera del suo mosaico, andando a vincere per 1-2 sul campo di un'Udinese sempre più invischiata nelle secche della classifica. Una partita, quella friulana, decisa da un episodio che per i tifosi rossoblù ha il sapore della scoperta e, per l'attore principale, quello di un traguardo a lungo inseguito: il primo gol in massima serie di Brooke Norton-Cuffy. Il terzino inglese, nato nel 2004, ha messo la firma su una prestazione collettiva solida, rompendo un digiuno realizzativo personale che durava da due anni e regalando al suo allenatore la seconda vittoria consecutiva, un risultato che proietta il Genoa verso la parte alta della graduatoria con otto punti raccolti nelle sole quattro gare della gestione De Rossi.
La conferma di un'intuizione
Quel che appare lampante, analizzando le parole del tecnico romano nel post-partita, è come il giovane esterno non sia stato una semplice pedina, ma piuttosto l'incarnazione di un preciso disegno tattico. De Rossi, che in conferenza stampa aveva quasi provocatoriamente affermato come per avere la meglio sull'Udinese servissero "undici Norton-Cuffy", ha poi avuto modo di spiegare le ragioni di quella fiducia. Il suo modulo, infatti, si regge in maniera sostanziale sulle incursioni degli esterni alti, giocatori dai quali ci si aspetta non solo rigore nella fase difensiva – pure presente nel repertorio del giovane – ma soprattutto slancio e qualità nell'ultimo trenta metri di campo. Proprietario di un fisico potente e di una progressione palla al piede esplosiva, il calciatore ha materializzato quell'idea, ricevendo peraltro, come lui stesso ha rivelato, un insistente incoraggiamento dalla panchina: "vai fino in fondo, che è lì che arrivano i gol". Una direttiva semplice, che però racchiude l'essenza del ruolo che gli viene richiesto e che, ieri, ha prodotto il risultato più tangibile.
La ripartenza verso un nuovo esame
La gioia per il successo, tuttavia, non ha lasciato spazio a lunghe celebrazioni, poiché il calendario impone già di alzare lo sguardo verso un impegno di ben altra caratura. La squadra, reduce dallo sforzo a Udine, ha già effettuato una seduta di scarico nella sede di Pegli, mentre lo staff medico sta valutando con attenzione le condizioni di alcuni elementi che hanno riportato piccoli acciacchi durante la trasferta. L'obiettivo è chiaro e si chiama Inter, attesa domenica prossima al Ferraris per un match che rappresenterà un banco di prova ancor più significativo. De Rossi, del resto, dovrà affrontare questo confronto senza la preoccupazione di squalifiche, dato che il giudice sportivo non ha preso provvedimenti a carico dei suoi giocatori al termine della gara contro i bianconeri, un dettaglio non secondario che permette al mister di pianificare la strategia con la rosa al completo.
Il contesto di una partita a due facce
Se per il Genoa la vittoria assume i contorni di un passo in avanti coerente, per l'Udinese il quadro che emerge è quello di un'occasione sprecata, l'ennesima in una stagione che fatica a decollare. C'era chi, forse per un eccesso di ottimismo, sperava in una svolta, in quella che è stata definita una sorta di "esame di maturità" in grado di proiettare la formazione friulana almeno verso l'ottava posizione. Le speranze, purtroppo per i tifosi locali, si sono scontrate con una realtà fatta di troppe incertezze e di una prestazione che non è riuscita a elevarsi oltre un livello di mediocrità, lasciando intatta la percezione di una squadra in cerca di una propria identità e di quella efficacia necessaria per compiere il salto di qualità tanto atteso.




