La telefonata che riavvicina Meloni e Marina Berlusconi: sms di cortesia dopo l’archiviazione sulle stragi del ’93

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Metà mattinata. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scorre la rubrica del proprio telefono fino a fermarsi, quasi istintivamente, alla lettera M. L’oggetto della sua attenzione è il nome di Marina Berlusconi, la primogenita del fondatore di Forza Italia, un’erede di quella dinastia politica e imprenditoriale che per decenni ha plasmato il centro-destra italiano. Il gesto, apparentemente banale, cela il peso di settimane di tensioni latenti e sospetti reciproci tra Palazzo Chigi e la corte di Arcore.

A fare da sfondo a questo inaspettato disgelo è una notizia destinata a chiudere definitivamente uno dei capitoli più tormentati della storia giudiziaria italiana: l’archiviazione, sesta consecutiva, delle accuse nei confronti di Silvio Berlusconi e del suo storico braccio destro, Marcello Dell’Utri, per i presunti accordi con Cosa Nostra nelle stragi del 1993.

Il verdetto di Firenze: “Mancano elementi concreti”

La decisione, formalizzata dalla giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci presso il Tribunale di Firenze, affonda le radici in un decreto firmato già lo scorso 15 gennaio. L’indagine, che per trent’anni ha ipotizzato l’esistenza di “mandanti occulti” pronti a favorire l’ascesa politica dell’allora rampante imprenditore tramite una strategia stragista, si è infranta contro un muro di inconsistenza probatoria.

Nel motivare l’archiviazione, il giudice ha sottolineato come non siano emersi “elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”. Un verdetto, questo, che arriva dopo un’altalena di inchieste e riaperture, spazzando via definitivamente – almeno sul piano formale – le ombre che avevano avvolto la figura del Cavaliere e del senatore di Forza Italia.

Il gesto della premier e la risposta della primogenita

Il contenuto del messaggio inviato da Meloni a Marina Berlusconi, sebbene filtrato come un “scambio di cortesia” e di “soddisfazione”, ha rappresentato il catalizzatore per la ricomposizione di un rapporto personale deterioratosi dopo le ultime turbolenze politiche, inclusi i referendum sulla giustizia e i cambi ai vertici dei gruppi parlamentari. La premier, in un gesto di rispetto verso la memoria del fondatore del partito, ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia.

Dal canto suo, la presidente di Mondadori ha ricambiato la cortesia, dando il via a un dialogo che sembrava ormai offuscato. Questo riavvicinamento, suggellato pubblicamente dalle note ufficiali rilasciate a tre ore di distanza l’una dall’altra – prima quella di Marina, poi quella di Palazzo Chigi – sancisce una treva necessaria per la tenuta della coalizione di governo.

Dalle parole di fuoco di Marina alla nota “spazza ombre” di Meloni

La reazione della famiglia Berlusconi non si è fatta attendere ed è stata, come prevedibile, durissima. Marina Berlusconi ha parlato di una “vergognosa e illogica mistificazione”, un teorema costruito “con il fango del pregiudizio ideologico” che ha prodotto soltanto “una montagna di carta straccia” dopo trent’anni di “insinuazioni e campagne di delegittimazione”.

Nel suo sfogo, la figlia del Cavaliere ha rivendicato il ruolo dei governi del padre nella lotta alla mafia – citando il carcere duro e il codice antimafia – e ha stigmatizzato la lentezza con cui la notizia dell’archiviazione (datata gennaio) è stata resa pubblica solo ora, a giugno. Dalla presidente del Consiglio, invece, è arrivata una nota che ha utilizzato toni solenni e politici.

Meloni ha accolto il verdetto come l’ennesima conferma che “spazza via trent’anni di sospetti infamanti”, sottolineando come fosse “inaccettabile” che un’intera area politica fosse stata posta sotto accusa per teoremi costantemente smentiti dai fatti. Un modo chiaro, il suo, per rivendicare la “legalità” del centrodestra e chiudere definitivamente la parentesi processuale legata alla strategia stragista mafiosa degli anni ’90.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.