Una doccia gelata al Franchi: il Cagliari spegne la Fiorentina e agguanta tre punti d'oro
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Redazione Sport
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Quella che doveva essere la partita della conferma, il punto di approdo di una risalita cominciata a inizio anno con otto punti in quattro gare, si è tramutata in uno scivolone inatteso e improvviso per la Fiorentina. Al Franchi, dove non perdeva dal 2026, la squadra di casa ha ceduto per 2-1 di fronte al Cagliari in una gara che, al di là del risultato, ha mostrato profonde crepe nell'impianto del gioco viola. Se i sardi, confermando la formazione che aveva sconfitto la Juventus una settimana fa, hanno saputo essere compatti e determinati nonostante lunghi tratti di poca incisività, molti giocatori di casa sono apparsi sottotono, in tutti i reparti, finendo per giocare un primo tempo con il freno a mano tirato e consegnando un'immagine di fragilità che riapre completamente il discorso salvezza.
La partita: un flash e poi il buio viola
Un inizio promettente, con Gudmundsson che al primo minuto fugge sulla sinistra, si accentra e stende un tiro che sfiora il palo alla sinistra di Caprile, si è spento quasi subito in un rimescolio nervoso e poco costruttivo. La partita, in effetti, è stata fatta dalla formazione di Vanoli, la quale, pur senza imporre ritmi serrati, ha saputo controllare le iniziative avversarie sfruttando una compattezza di gruppo che i viola non hanno mostrato. In mezzo a questa nebbia tattica, le critiche si sono concentrate sul centrocampo, dove, come sottolineato, Mandragora e Ndour "non si sono visti quasi mai", svaniti come un pallone arancione, mentre è mancata quella guida che nelle gare precedenti aveva garantito sicurezza e manovra.
Il colpo del Cagliari e il quadro che si complica
Il risultato, maturato attraverso le reti degli ospiti e una timora risposta viola, pesa come un macigno nella classifica e negli umori. Quei tre punti, pesantissimi, vanno infatti a costituire un vero e proprio colpo salvezza per il Cagliari, capace di vincere per la seconda volta consecutiva dopo il successo sulla Juventus e di proiettarsi con nuova fiducia verso l'obiettivo della permanenza in Serie A. Per la Fiorentina, al contrario, si tratta di una battuta d'arresto brutale che interrompe una serie di quattro risultati utili consecutivi e che riporta squadra e ambiente nella brinata dell'incertezza, complicando non di poco una corsa alla salvezza che sembrava aver imboccato la dirittura finale.
Le reazioni e l'analisi di una sconfitta chiave
La sconfitta, definita senza mezzi termini una "doccia gelata", è analizzabile sotto più profili, ma uno su tutti emerge con nettezza: la carenza di personalità in mezzo al campo. L'assenza di un regista in grado di dettare i tempi, unita alla latitanza di diversi elementi chiave, ha permesso al Cagliari di gestire gli spazi senza trovare una resistenza organizzata, rendendo sterile il possesso palla dei viola e prevedibili le loro mosse. Una prestazione, quella della Fiorentina, che ha messo in luce come il lavoro da fare sia ancora molto, soprattutto in termini di reattività mentale e di equilibrio complessivo, in un campionato dove ogni singolo dettaglio può fare la differenza tra la salvezza e un baratro che sembrava, fino a poche ore prima, essere stato allontanato.




