Famiglia nel bosco, Pillon accusa i servizi sociali sui rientri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda della Famiglia nel bosco torna al centro del confronto dopo le accuse dell’avvocato Simone Pillon ai servizi sociali per i tempi del ricongiungimento dei tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Il percorso deciso dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila prevede infatti un riavvicinamento graduale, con incontri nei prossimi mesi anche nella casa immersa nel bosco di Palmoli, ma secondo il legale l’avvio delle procedure sarebbe stato rallentato. I bambini si trovano da circa dieci mesi nella struttura di Vasto, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale.

Il tribunale ha stabilito che Nathan e Catherine potranno incontrare i loro tre figli durante il giorno e anche all’interno dell’abitazione di Palmoli, che si trova a circa 40 minuti di viaggio dalla struttura dove i bambini stanno vivendo. La decisione non ha previsto un immediato ritorno dei minori con i genitori, ma l’avvio di un percorso progressivo per ricostruire il rapporto familiare. La scelta dei giudici ha riaperto il confronto sulla gestione della situazione e sulle modalità con cui dovrà essere applicato il programma di rientro.

Le accuse di Pillon sui tempi del percorso familiare

Simone Pillon, avvocato di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, ha contestato il comportamento dei servizi sociali incaricati del percorso, sostenendo che alcuni ritardi abbiano inciso sull’avvio degli incontri previsti. In una nota il legale ha dichiarato di aver preso atto del rinvio della disponibilità del servizio sociale affidatario e, secondo quanto riportato, anche della concreta applicazione dei rientri a Palmoli dei minori. Al centro delle critiche è finita in particolare un’assistente sociale, indicata da Pillon per alcune assenze che avrebbero rallentato l’organizzazione del programma.

La posizione espressa dall’avvocato riguarda quindi la tempistica con cui dovrebbero partire le fasi previste dal provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il percorso individuato dai giudici richiede passaggi graduali prima di un eventuale ritorno dei bambini nel nucleo familiare, mentre secondo Pillon l’attuazione delle misure stabilite avrebbe subito uno slittamento. La questione dei tempi operativi si aggiunge così al dibattito già acceso intorno alla situazione della famiglia che vive nel bosco di Palmoli e alla permanenza dei tre figli fuori dalla casa dei genitori.

Il messaggio dei genitori dopo la decisione del tribunale

Nathan e Catherine hanno commentato l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila attraverso un videomessaggio, nel quale hanno espresso la loro posizione sul futuro dei tre figli. La coppia ha affermato che la decisione non rispetterebbe i loro diritti e quelli dei bambini, chiedendo che possano tornare a casa. Nel messaggio i genitori hanno anche affrontato il tema della scuola, dichiarando di voler presentare ricorso e sostenendo di avere diritto all’istruzione parentale.

La situazione della Famiglia nel bosco resta quindi legata al percorso di ricongiungimento stabilito dopo mesi di permanenza dei bambini nella struttura di Vasto. La sospensione della responsabilità genitoriale aveva portato all’allontanamento dei tre fratelli dalla casa di Palmoli, mentre la successiva ordinanza ha indicato una strada graduale per gli incontri con mamma e papà. Il confronto tra le parti riguarda ora soprattutto l’applicazione concreta delle misure previste e i tempi necessari per consentire gli incontri nella casa del bosco.

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