Famiglia nel bosco, i tre bambini tornano martedì nel casolare “Amelia”: incontro monitorato con un interprete

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un ritorno a casa, sia pure per poche ore e sotto stretta osservazione. I tre fratellini Trevallion Birmingham, ospitati da circa dieci mesi in una casa famiglia di Vasto, martedì potranno rivedere da vicino la vecchia abitazione nel bosco di Palmoli e i loro animali. L’incontro con i genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, si svolgerà lontano dalla struttura protetta e sarà monitorato dai servizi sociali, che hanno richiesto la presenza di un interprete per gestire la comunicazione con la coppia anglo-australiana.

Il percorso a ostacoli stabilito dal Tribunale

La giornata di martedì rappresenta soltanto la prima tappa di un itinerario articolato, definito dopo un incontro tra il legale della famiglia, l’avvocato Simone Pillon, la curatrice dei minori, la tutrice e i servizi sociali. L’obiettivo è dare attuazione all’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto un riavvicinamento graduale tra i bambini e i genitori.

Il provvedimento prevede un progressivo ampliamento dei tempi trascorsi con mamma e papà: se il percorso procederà come stabilito e le relazioni dei servizi sociali saranno favorevoli, da ottobre i tre fratellini potranno anche pernottare con i genitori nei fine settimana, senza la presenza dell’educatrice. Un’organizzazione che comporterà, però, continui spostamenti tra Vasto e Palmoli, circa trentuno chilometri a tratta, con l’arrivo della stagione invernale e i possibili disagi legati alle trasferte.

La scuola pubblica e la casa offerta dal Comune

Da mercoledì i bambini frequenteranno la primaria pubblica di Vasto fino alle 13. Si tratta di un cambiamento significativo, considerato che finora hanno seguito un percorso di istruzione parentale, a casa e nella struttura di accoglienza. La scuola che li accoglierà conta complessivamente circa 250 studenti, distribuiti in 12 classi, con una media di 21 alunni per classe. Il Comune di Palmoli, dal canto suo, ha messo a disposizione dei coniugi un’abitazione per superare le criticità legate al casolare nel bosco e favorire il ricongiungimento del nucleo familiare.

La casa si trova a pochi passi da una scuola, una soluzione che, secondo Pillon, avrebbe rappresentato una strada alternativa rispetto agli spostamenti continui imposti dal percorso stabilito dai giudici.

Il ricorso alla Corte d’Appello e le contestazioni della difesa

La difesa della famiglia non ha accolto con favore la gradualità del provvedimento. Pillon ha depositato un reclamo di 66 pagine contro l’ordinanza del 30 agosto, chiedendo un nuovo esame della vicenda e sostenendo che le criticità inizialmente rilevate sarebbero state superate.

Il legale parla di «misure meno invasive che avrebbero potuto essere di facile applicazione» e sollecita l’«immediato rientro in famiglia dei piccoli», oltre all’ammissione del progetto educativo di istruzione parentale, sostenuto da programmi dettagliati e affidato ai due insegnanti messi a disposizione dal Comune. Ora la parola passa alla Corte d’Appello, chiamata a riesaminare la scuola, le capacità genitoriali, la socializzazione, la salute dei bambini e la durata del collocamento extrafamiliare.

Il ruolo del sindaco e le criticità del percorso

Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha denunciato la gestione del ricongiungimento, evidenziando come i tempi delle istituzioni abbiano penalizzato l’interesse dei minori. Il primo cittadino ha sottolineato le criticità di un percorso che rischia di trattare i bambini «come scatole», con lunghi spostamenti e un inserimento scolastico complesso, quando esisteva l’alternativa della scuola vicino alla casa offerta dal Comune.

La vicenda, intanto, continua a essere seguita con attenzione anche dai rappresentanti dell’Ambasciata australiana in Italia, che nei prossimi giorni incontreranno la coppia.

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