Da bulla a volontaria, Elisa Vardoni conquista le passerelle di Miss Italia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A tredici anni era lei la bulla, responsabile di aggressioni e atti di stalking ai danni di alcune coetanee, episodi che venivano filmati e diffusi sui social per compiacere il gruppo di cui desiderava far parte. Oggi Elisa Vardoni, diciannovenne senese della contrada del Nicchio, assiste anziani e bambini come volontaria alla Misericordia, gioca a calcio nel Siena femminile in Serie C e ha superato le selezioni di Miss Toscana, con l'obiettivo di arrivare alla finale nazionale di Miss Italia 2026.

Una storia di riscatto che ha preso avvio dopo il periodo post-Covid, quando la ragazzina, per non restare esclusa dalla compagnia di coetanei, accettò quella che è stata definita una "prova di coraggio" e si rese protagonista di violenze verbali e fisiche nei confronti di altre ragazzine.

La "prova di coraggio" e l'intervento delle autorità

Dopo le denunce delle vittime e la conseguente pressione da parte delle famiglie, la polizia individuò i componenti del gruppo e scattarono i provvedimenti del caso. La vicenda coinvolse direttamente Elisa, che a soli tredici anni entrò in contatto con la giustizia minorile. Il tribunale dei minori avviò un percorso giudiziario e riabilitativo che ha rappresentato una svolta radicale nella sua esistenza.

Fu proprio attraverso un programma di recupero, che prevedeva anche lo svolgimento di lavori socialmente utili, che la ragazza scoprì una vocazione insospettabile: il servizio agli altri. Il percorso, iniziato nel settembre 2025 e proseguito fino al maggio successivo, si è concluso con la dichiarazione di un convinto pentimento e la chiusura di ogni pendenza con la giustizia.

Il volontariato come nuova strada

"Ho commesso un grave errore, ero quasi plagiata e non volevo essere estromessa dal gruppo e restare sola", ha raccontato la 19enne, spiegando le ragioni di un comportamento che oggi ripudia. Il contatto con il mondo del volontariato è stato il motore della sua rinascita: Elisa ha deciso di iscriversi alla Misericordia di Siena, dove si dedica regolarmente all'assistenza di anziani soli e malati, oltre che a dare conforto ai bambini.

Un impegno che non ha abbandonato neppure dopo la conclusione del percorso di riabilitazione, e che rappresenta il fulcro della sua nuova identità. La vicenda di Elisa Vardoni, nata da genitori albanesi, si colloca all'interno di un contesto ben preciso, quello della sua contrada di appartenenza, il Nicchio, che lo scorso agosto ha vinto il Palio dell'Assunta.

Lo sport, lo studio e il sogno di Miss Italia

Oggi la quotidianità di Elisa è un fitto intreccio di impegni costruttivi: si prepara a frequentare il quarto anno di un istituto tecnico della sua città e coltiva la passione per il calcio, che la vede in campo come calciatrice del Siena femminile in Serie C. "Ora la mia vita è fatta di studio, vita di contrada, volontariato e calcio che è la mia passione", ha dichiarato. All'inizio di questa estate si è aggiunta una nuova, inaspettata avventura: quella del concorso di Miss Italia.

Elisa ha partecipato alle selezioni regionali, riuscendo a superarle e ad approdare alla finale di Miss Toscana, in programma il 30 agosto a Castelfiorentino. Un'ascesa che, per una ragazza che ha conosciuto il lato oscuro del desiderio di appartenenza, rappresenta la definitiva consacrazione di un percorso di rinascita umana e sociale.

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