Droni ucraini colpiscono una scuola nel Lugansk: morti e dispersi a Starobilsk
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Redazione Esteri
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Droni ucraini hanno colpito un dormitorio studentesco a Starobilsk, nella regione occupata del Lugansk, provocando almeno 6 morti, 39 feriti e 15 dispersi secondo quanto riferito dalle autorità filorusse. L’attacco sarebbe avvenuto nella serata di ieri contro l’Istituto di Pedagogia della città, dove i soccorritori continuano a scavare tra le macerie alla ricerca dei dispersi. Mosca ha definito il raid un «crimine mostruoso», mentre il presidente russo Vladimir Putin ha parlato apertamente di terrorismo promettendo una «risposta adeguata» contro Kiev.
La notizia è stata diffusa dal capo della Repubblica popolare di Lugansk, una delle due entità che compongono il Donbass e che dal 2014 sono al centro del conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo la versione fornita dalle autorità locali, il bersaglio colpito dai droni era uno studentato frequentato da giovani. Le immagini e le testimonianze arrivate dalla zona descrivono un edificio devastato, con squadre di emergenza impegnate tra rumore di ruspe e generatori nel tentativo di individuare eventuali sopravvissuti sotto i detriti.
Le accuse reciproche tra Mosca e Kiev
Il Cremlino accusa l’Ucraina di aver colpito deliberatamente una struttura civile, sostenendo che l’azione abbia aggravato ulteriormente una situazione già segnata da tensioni crescenti. Putin ha collegato il raid al deterioramento dei rapporti diplomatici e ai negoziati sempre più lontani tra Mosca e Kiev. Le dichiarazioni arrivate dalla Russia parlano di un attacco che avrebbe l’obiettivo di sabotare ogni prospettiva di dialogo, in un momento in cui il conflitto continua a estendersi anche lontano dalla linea diretta del fronte.
Da Kiev, però, arriva una versione differente dei fatti. Le autorità ucraine sostengono che il bersaglio dell’operazione non fosse una scuola o un dormitorio, ma il quartier generale di un’unità militare russa presente nell’area occupata del Lugansk. La distanza tra le due ricostruzioni alimenta ulteriormente lo scontro politico e mediatico attorno all’attacco di Starobilsk, diventato in poche ore uno dei principali punti di tensione del conflitto.
Crescono le tensioni internazionali
L’episodio si inserisce in una fase particolarmente delicata della guerra in Ucraina, con rapporti sempre più tesi tra Russia, Ucraina e Nato. L’attacco nel Lugansk occupato arriva mentre i negoziati appaiono bloccati e le dichiarazioni dei leader coinvolti diventano più dure. Le parole di Putin sulla necessità di una vendetta e di una risposta contro Kiev aumentano il timore di nuove escalation militari nelle prossime settimane.
Nel frattempo a Starobilsk proseguono le operazioni di ricerca tra le macerie del college colpito. Le autorità locali continuano ad aggiornare il bilancio delle vittime e dei feriti mentre una parte dei giovani presenti nello studentato risulta ancora dispersa. L’attacco con droni contro il dormitorio studentesco nel Lugansk occupato riporta al centro del conflitto il tema dei bombardamenti su strutture considerate sensibili e il peso crescente della guerra combattuta attraverso raid a distanza.




