Riforma dell’ordinamento forense, la Camera approva il ddl

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento forense è stato approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati il 26 maggio 2026, aprendo una nuova fase per la professione forense dopo quasi quattordici anni dall’entrata in vigore della legge professionale del 2012. Il provvedimento, identificato come C. 2629-A, punta ad aggiornare la disciplina dell’avvocatura alla luce delle trasformazioni che negli ultimi anni hanno interessato il sistema della giustizia, l’economia e l’attività professionale degli avvocati. Con il voto favorevole dell’aula di Montecitorio, il testo passa ora all’esame del Senato.

La Camera ha approvato il ddl con 177 voti favorevoli, 24 astensioni e nessun voto contrario. Tra gli aspetti considerati più rilevanti della riforma figura la disciplina delle attività riservate agli iscritti all’albo degli avvocati, uno dei punti centrali dell’intervento normativo. L’obiettivo dichiarato è quello di ridefinire il quadro regolatorio della professione forense, adattandolo ai cambiamenti intervenuti negli anni e ai nuovi spazi professionali che si sono aperti nel settore legale.

Le novità della riforma dell’ordinamento forense

Il disegno di legge delega interviene sull’ordinamento forense con l’intento di aggiornare i cardini normativi della professione. La riforma nasce dalla necessità di adeguare le regole dell’avvocatura alle trasformazioni della società e del sistema economico, oltre che alle evoluzioni della giustizia. In questo quadro assume particolare rilievo la revisione delle attività riservate agli avvocati iscritti all’albo, indicata tra le misure più significative contenute nel testo approvato dalla Camera.

Secondo quanto emerso dopo il voto parlamentare, il riassetto dell’ordinamento professionale punta a delineare una figura dell’avvocato più moderna ed evoluta. Dopo il passaggio a Montecitorio, il ddl dovrà affrontare il percorso parlamentare al Senato, dove proseguirà l’esame della riforma. Il voto senza contrari registrato alla Camera rappresenta intanto il primo passaggio formale di una revisione organica che interviene su un impianto normativo in vigore dal 2012.

Le reazioni dopo il voto della Camera

Dopo l’approvazione in aula, il Viceministro Francesco Paolo Sisto ha definito la riforma un intervento capace di guardare al futuro della professione forense. Nel commentare il voto favorevole della Camera, Sisto ha sottolineato come il testo intenda rendere la figura dell’avvocato più in sintonia con le trasformazioni della società, dell’economia e della giustizia. Le dichiarazioni sono arrivate subito dopo il via libera di Montecitorio, che ha segnato il primo passaggio parlamentare della legge delega.

Anche il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, ha evidenziato la portata del provvedimento, parlando di una nuova fase per l’avvocatura italiana. Secondo Greco, la riforma consente alla professione di “voltare pagina” dopo quasi quattordici anni dalla legge professionale del 2012. Il presidente del CNF ha inoltre richiamato l’importanza del riassetto in corso, spiegando che il testo approvato alla Camera apre nuovi spazi professionali e aggiorna gli elementi fondamentali dell’ordinamento forense.

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