Trump minaccia nuovi dazi alla Cina, Pechino replica: "Combatteremo fino alla fine"
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Redazione Esteri
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Mentre le borse asiatiche cercano di riprendersi dopo un inizio di settimana turbolento, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sembra destinata a inasprirsi ulteriormente. Donald Trump, dopo aver imposto dazi del 34% sui prodotti cinesi a partire dal 10 aprile, ha minacciato di alzarli al 50% se Pechino non revocherà le proprie contromisure. Una mossa che il governo cinese ha definito "un errore ricattatorio", ribadendo che non cederà alle pressioni.
"Gli Stati Uniti stanno dimostrando ancora una volta la loro natura coercitiva", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, aggiungendo che la Cina è pronta a "difendere i propri diritti legittimi fino all’ultimo". Pechino, che già applica dazi fino al 67% su alcuni beni statunitensi, ha respinto con fermezza l’ultimatum di Washington, sottolineando come un’ulteriore escalation danneggerebbe non solo le due economie, ma anche gli equilibri globali.
L’origine del braccio di ferro risale al 2 aprile, quando Trump ha annunciato l’aumento delle tariffe doganali, giustificandolo con le "pratiche sleali" della Cina. La risposta di Pechino non si è fatta attendere: oltre a denunciare il protezionismo americano, ha immediatamente applicato ritorsioni, portando i dazi complessivi su alcuni prodotti Usa al 54%. Un’azione che ha contribuito al crollo delle borse asiatiche all’inizio della settimana, con investitori preoccupati per le ripercussioni di un conflitto senza via d’uscita.
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