Cessate il fuoco in Libano, cosa prevede e quali punti restano ambigui

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, entrato in vigore alle ore 3 italiane (le 4 in Libano), rappresenta un momento cruciale dopo un lungo conflitto che ha causato, secondo il governo libanese, 3.800 vittime civili e oltre un milione di sfollati. Tuttavia, il testo proposto da Washington non affronta le divergenze tra Israele e Libano su confini, risorse idriche, relazioni economiche e diplomatiche o danni di guerra. Se tutto andrà bene, Israele e la milizia sciita filoiraniana di Hezbollah smetteranno di spararsi.

Israele e il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri hanno trattato per conto di Hezbollah, mentre Hamas ha dichiarato di essere pronto per una tregua a Gaza. "L'annuncio del cessate il fuoco in Libano è una vittoria e un grande successo per la resistenza", ha affermato un alto funzionario dell'ufficio politico di Hamas all'agenzia di stampa Afp. Inoltre, Hamas è pronto per un accordo di cessate il fuoco e per un serio accordo di scambio di prigionieri.

Dopo l'entrata in vigore della tregua, l'Esercito israeliano ha avvertito i residenti del Libano meridionale di non avvicinarsi alle posizioni delle forze di difesa israeliane. Nel frattempo, la strada principale che porta alla città di Tiro, nel Sud del Libano, si è riempita di auto. Tra i tanti sfollati libanesi che avevano dovuto abbandonare la parte meridionale del Paese all'inizio dell'offensiva militare israeliana, alcuni hanno già intrapreso il viaggio di ritorno verso casa.

In questo contesto, il cessate il fuoco non significa pace. Le divergenze tra Israele e Libano su vari fronti restano irrisolte, e il futuro delle relazioni tra i due Paesi rimane incerto.

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