Il Napoli stravince all'ultimo respiro, il Cagliari affonda nella beffa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un catenaccio d’altri tempi, orchestrato da un Pisacane in stato di grazia e da un centrale come Mina semplicemente immenso, era riuscito nell’impresa di imbrigliare la furia napoletana guidata da Antonio Conte per novantaquattro minuti e quaranta secondi. Una prestazione di carattere e sacrificio, quella del Cagliari, che sembrava avviata verso il porto sicuro di un punto pesantissimo, rubato in una delle piazze più calde del campionato. Eppure, il destino, in campo come nella vita, può essere atrocemente beffardo: bastano venti secondi, un’azione disperata, un rimpallo nella area di rigore per vanificare un’opera di difesa collettiva che aveva tenuto in scacco un attacco di prim’ordine.

La rete di Frank Anguissa, giunta allo scadere dei minuti di recupero concessi dall’arbitro Bonacina, ha infatti spezzato la resistenza sarda e consegnato al Napoli una vittoria che sa di liberazione, sebbene arrivi solo alla seconda giornata. Un piattone risolutivo, il suo, che ha permesso agli azzurri di agganciare in vetta Roma e Cremonese a quota sei punti, ma che non può nascondere le non poche difficoltà incontrate contro una squadra ben schierata e mentalmente compatta.

Dall’altra parte, l’amarezza è un sentimento comprensibile e profondo, sebbene la prestazione offerta lasci intravedere un futuro non fatto di sole battaglie per la salvezza. Il Cagliari, che anzi ha avuto le sue chance per rendersi pericoloso e sbloccare il match da inedito protagonista, se ne torna in Sardegna con le tasche vuote e un solo punto in classifica, quando il bottino poteva essere, senza retorica, ben più sostanzioso.

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