Un cambio del tempo in vista delle feste: dalla stabilità al maltempo atlantico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Le ultime proiezioni meteorologiche segnalano una significativa inversione di tendenza per l'Italia, che interesserà anche il periodo delle imminenti festività natalizie. Dopo un lungo dominio dell'anticiclone, che ha garantito tempo stabile e temperature insolitamente miti per il periodo-5-10, la circolazione atmosferica a livello emisferico è destinata a mutare. La cosiddetta "Porta Atlantica" si sta per spalancare, un'espressione tecnica che indica l'assenza di ostacoli per le perturbazioni in discesa dall'Oceano Atlantico verso il nostro Paese-1-2. Questo cambiamento, causato dalla formazione di una vasta area depressionaria nei pressi dell'Islanda, aprirà la strada a un surplus di precipitazioni, segnando il ritorno del maltempo dopo una fase anomala di stabilità-1-7.

L'addio all'anticiclone e l'arrivo imminente della perturbazione

Il weekend del 13 e 14 dicembre rappresenta l'ultimo atto di un dominio anticiclonico particolarmente tenace. Un campo di alta pressione di origine africana, accompagnato da aria di matrice subtropicale, assicura condizioni di estrema stabilità atmosferica su gran parte della Penisola. Le temperature si mantengono ben al di sopra delle medie del periodo, con picchi anche di 10-12 gradi superiori alla norma in alcune zone, specialmente in montagna e al Centro-Sud. Questa situazione, però, presenta un rovescio della medaglia, favorando la formazione di nebbie persistenti sulle pianure del Nord e un peggioramento della qualità dell'aria a causa del ristagno degli inquinanti. Già da lunedì 15 dicembre, tuttavia, l'anticiclone inizierà a cedere. I primi segnali di cambiamento arriveranno con nubi in aumento da ovest, preludio a un peggioramento più deciso.

Neve a bassa quota e piogge diffuse: il dettaglio della settimana

Il martedì 16 dicembre segna l'inizio di una fase perturbata più organizzata. Una depressione in avvicinamento dal Nord Atlantica innescherà un marcato richiamo di venti meridionali, i quali, caricandosi di umidità sul Mediterraneo, diventeranno il carburante per precipitazioni diffuse e localmente intense. Le piogge interesseranno inizialmente le regioni del Centro-Nord e la Sardegna, per estendersi in seguito. Sulla dorsale alpina, e in particolare sul settore centro-occidentale, tornerà la neve sopra i 1200 metri, con fiocchi previsti anche a quote insolitamente basse. La presenza di un cuscinetto di aria fredda al suolo, infatti, potrebbe spingere la neve fino a 400-500 metri in Piemonte, coinvolgendo anche quote collinari nel Cuneese e nell'Astigiano. Alcuni modelli prevedono la possibilità di fiocchi persino su città come Cuneo.

La tendenza per Natale e la fine dell'anno

Lo sblocco atmosferico potrebbe condizionare anche il meteo delle festività. Le proiezioni a lungo termine, seppur con l'incertezza tipica di questo tipo di previsioni, indicano che la configurazione con la "Porta Atlantica" aperta potrebbe persistere. Ciò significa che, dopo una parentesi relativamente mite, l'ultima decade di dicembre potrebbe vedere il ritorno del maltempo. Perturbazioni sostenute da correnti instabili potrebbero raggiungere l'Italia a più riprese, determinando precipitazioni anche consistenti a partire dal 23 dicembre, con possibili effetti sia per la giornata di Natale che per quella di Santo Stefano. Sulle Alpi, in questo scenario, sarebbero possibili abbondanti nevicate. Per i giorni a cavallo di Capodanno, il quadro appare ancora oscillante tra la possibilità di nuovi afflussi perturbati atlantici e la discesa di correnti più fredde dal Nord Europa, che potrebbero portare a un sensibile calo delle temperature.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.