Livorno celebra l’Italbasket: settemila cuori azzurri e un Niang da urlo nel successo sulla Gran Bretagna
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Redazione Sport
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Un sabato sera di quelli che lasciano il segno, un tuffo in una passione che a Livorno non conosce crisi. Il Modigliani Forum, gremito in ogni ordine di posto con oltre settemila spettatori, ha fatto da cornice a una sfida delle qualificazioni mondiali che l’Italia ha saputo trasformare in una festa dello sport, battendo la Gran Bretagna con il punteggio di 84. L’entusiasmo degli ottomila presenti – un dato che da solo racconta il legame profondo tra la città labronica e la palla a spicchi – ha infatti avvolto gli azzurri in un’atmosfera che sapeva di palcoscenico importante, regalando emozioni che vanno ben al di là del semplice risultato sul campo. La serata, d’altronde, era stata preparata nei minimi dettagli, come dimostrava la coreografia e il calore incessante sugli spalti, e ha trovato il suo momento di commozione collettiva nell’omaggio a Marco Belinelli: il cecchino azzurro ha ricevuto dalle mani di Gigi Datome una maglia celebrativa con il numero 154, a testimonianza delle sue presenze in Nazionale, un traguardo che lo consacra sempre di più nella storia di questo sport.
Ma se il pre-partita aveva il sapore della celebrazione, la gara si è rivelata ben più complessa e combattuta di quanto forse ci si potesse attendere dopo il largo successo ottenuto pochi giorni fa in trasferta. La selezione britannica, riplasmata dall’innesto di Quinn Ellis – playmaker dell’Olimpia Milano in prestito alla Gran Bretagna e applaudito, va detto, dallo stesso pubblico livornese per le sue giocate – ha infatti dato filo da torcere alla squadra del commissario tecnico Luca Banchi. Gli ospiti hanno guidato per diversi tratti del match, imponendo un ritmo e una fisicità che hanno messo in difficoltà la circolazione di palla azzurra; bisognerà analizzare a fondo quei passaggi a vuoto, soprattutto nella prima metà di gara e nel terzo quarto, quando il vantaggio accumulato dagli azzurri si è dissolso fino alla parità, con il punteggio fisso sul 57-57 che ha gelato per un attimo l’entusiasmo del palazzetto. E’ stato in quel frangente, però, che la squadra ha mostrato carattere, trovando le giocate decisive per allungare definitivamente nell’ultima frazione, complice anche un parziale che ha spezzato la resistenza avversaria e ha fatto esplodere la gioia sugli spalti.
La consacrazione di Niang e l'orgoglio di Banchi per la scuola italiana
Se si dovesse scegliere un protagonista assoluto di questa vittoria, il nome è quello di Saliou Niang. Il giovane giocatore della Virtus Bologna ha letteralmente dominato la scena, mettendo a referto 23 punti e 7 rimbalzi, il suo massimo in carriera in azzurro, e guadagnandosi un coro corale di “MVP, MVP” intonato da tutti i settori del Modigliani Forum. “Non mi era mai successo, sto tremando ancora”, ha confessato a caldo in sala stampa un Niang visibilmente emozionato, consapevole di aver vissuto una serata magica e di essere sulla strada giusta per una crescita che, come sottolineato dai compagni, è solo all’inizio. Le parole di Marco Spissu, che lo ha definito “una cosa incredibile” elogiando non solo le doti atletiche ma anche il suo quoziente cestistico, dipingono il ritratto di un talento maturo, capace di leggere il gioco con intelligenza e di fare la differenza in entrambe le metà campo. Accanto a lui, nel quarto periodo è salito in cattedra anche John Petrucelli, i cui 13 punti sono stati il grimaldello decisivo per scardinare le ultime resistenze britanniche, in una prova di forza collettiva che ha visto comunque tutti i dodici a referto dare il proprio contributo.
La vittoria, la terza consecutiva nel girone D che proietta l’Italia in testa alla classifica, ha offerto al commissario tecnico Luca Banchi lo spunto per una riflessione più ampia, andata ben oltre l’analisi tecnica della partita. Nel dopogara, infatti, Banchi ha voluto lanciare un messaggio preciso a difesa del movimento cestistico italiano, un discorso che ha fatto vibrare le corde dell’orgoglio di chi vive questo sport quotidianamente. Il CT ha infatti citato gli stessi Ellis e Carl Wheatle – quest’ultimo in forza alla Reyer Venezia e in campo con la Gran Bretagna – come esempi lampanti di come l’Italia sia una scuola tecnica d’eccellenza, capace di valorizzare giocatori che poi arrivano ad alti livelli. “Se volete, potete continuare a parlare male della nostra pallacanestro”, ha affermato Banchi con piglio deciso, ricordando come questi due atleti, giovanissimi, abbiano scelto il nostro paese per crescere e alimentare le loro ambizioni, portando con sé un bagaglio formativo che li rende ora giocatori di livello internazionale. Un pensiero, il suo, che ha voluto accendere i riflettori su un sistema che, tra mille difficoltà, continua a sfornare talenti e allenatori di valore, citando le finali della Coppa Italia e della Coppa del Re in Spagna come ulteriori prove di una vitalità tecnica che non va dimenticata. E in questa visione, la Nazionale vuole essere il veicolo per dare ulteriore lustro a questo percorso, in una serata livornese che, per unione d’intenti e passione, ha dimostrato quanto il basket italiano abbia ancora tanto da dire e da raccontare.




