La terza vittoria consecutiva dell’Italbasket porta la firma di Saliou Niang, protagonista a Livorno contro la Gran Bretagna

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il percorso dell’Italbasket nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali, in programma in Qatar tra poco più di un anno, prosegue senza intoppi e lo fa allungando la striscia positiva fino a toccare quota tre successi di fila. Dopo il netto e a tratti straripante 93-57 messo a segno a Newcastle pochi giorni fa, gli azzurri di Luca Banchi hanno replicato, seppur con maggiore sofferenza e fatica, anche al Modigliani Forum di Livorno, davanti a oltre settemila spettatori – forse qualcuno di meno rispetto agli ottomila preventivati, ma pur sempre un pubblico caldissimo – che hanno riempito l’impianto labronico per sostenere la Nazionale. Il punteggio finale, un 84-75 che sembra raccontare una gara in controllo, in realtà nasconde una partita molto più combattuta del previsto, con la selezione britannica capace di guidare per diversi tratti della contesa e di mettere in seria difficoltà lo schieramento italiano, costretto a sudare le proverbiali sette camicie per portare a casa i due punti in palio.

Se nella trasferta inglese il copione era stato a senso unico, con l’Italia capace di dominare a rimbalzo e di mettere in fila giocate in velocità fin dalle prime battute, al ritorno in Toscana la musica è cambiata sensibilmente. La Gran Bretagna, probabilmente ferita nell’orgoglio e desiderosa di riscattare la goleada subita pochi giorni prima, ha approcciato il match con un’intensità e una fisicità decisamente superiori, andando a prendersi, come ammesso anche da più parti, il controllo del gioco per lunghi tratti dei primi due quarti e riuscendo a impattare il punteggio nella terza frazione. Gli inglesi, che tra le proprie fila potevano contare anche su Quinn Ellis, giocatore dell’Olimpia Milano e conoscitore del basket italiano, hanno guidato per diversi momenti, sfruttando le distrazioni difensive degli azzurri e una maggiore precisione al tiro, costringendo Banchi a rimescolare più volte le carte in regia e a chiedere maggiore attenzione ai suoi.

A emergere dalle pieghe di una partita complicata, però, è stata la serata di grazia di Saliou Niang, ala della Virtus Bologna e classe 2004, che ha letteralmente preso per mano la squadra nei momenti di maggiore difficoltà. Il giovane giocatore, già visto all’opera con la Nazionale e reduce da una stagione di crescita costante, ha chiuso la sua prestazione con ventitré punti all’attivo – suo massimo in carriera in azzurro – e sette rimbalzi, dimostrandosi un fattore determinante soprattutto nel primo tempo, quando le sue conclusioni e la sua energia hanno impedito alla Gran Bretagna di scappare via. I suoi undici punti nel solo quarto d’apertura, conditi da schiacciate e da una intensità fuori dal comune, hanno tenuto l’Italia incollata al match nel momento più complicato, permettendo ai compagni di restare in scia e di preparare la rimonta.

La rimonta nel quarto quarto e l’esordio con il botto di Giovanni Veronesi

La svolta della partita, come spesso accade in queste gare di qualificazione dal ritmo spezzettato e nervoso, è arrivata nell’ultimo periodo di gioco, quando l’Italia ha alzato il livello della propria intensità difensiva e ha trovato in John Petrucelli un terminale offensivo di straordinaria importanza. L’ala, autrice di tredici punti complessivi, è cresciuta con il passare dei minuti, risultando decisiva in entrambe le metà campo e firmando, insieme a un ispirato Nico Mannion, l’allungo decisivo che ha portato la squadra fino al massimo vantaggio di dodici lunghezze a pochi minuti dalla sirena. Da quel momento in poi, la Gran Bretagna non ha più avuto la forza per reagire, e gli azzurri hanno potuto amministrare il margine accumulato senza particolari patemi, chiudendo la pratica con un margine di nove punti che, per quanto sofferto, conferma la solidità del gruppo.

Da segnalare, oltre alla prestazione del già citato Niang, anche l’esordio in Nazionale maggiore di Giovanni Veronesi, guardia della Vanoli Cremona, che il commissario tecnico Banchi ha addirittura schierato nel quintetto base nella gara di Newcastle. Una scelta, quella del ct, che testimonia la volontà di ampliare il più possibile il bacino dei giocatori utilizzabili e di dare fiducia a elementi che in campionato stanno disputando una stagione di alto livello. Per Veronesi, classe 1997, si è trattato di un battesimo con i colori azzurri che difficilmente dimenticherà, suggellato da otto punti e tre rimbalzi in soli tredici minuti di impiego e da una personalità che non è passata inosservata agli occhi degli addetti ai lavori.

Un gruppo in crescita tra veterani e giovani leve

La doppia sfida con la Gran Bretagna, al di là dei risultati numerici, ha restituito l’immagine di una Nazionale in piena fase di costruzione ma già capace di esprimere un basket moderno, fatto di atletismo e duttilità tattica. Luca Banchi, artefice di questa rinascita, sta riuscendo a integrare gradualmente i giovani con i giocatori di maggiore esperienza, creando un mix che, se da un lato può pagare qualche scotto in termini di continuità – come si è visto nella prima metà di gioco a Livorno – dall’altro garantisce minutaggio e fiducia a chi rappresenterà il futuro del movimento. Le parole di Davide Pessina, ex giocatore e oggi commentatore Sky, che ha definito la prestazione di Livorno una «solidissima prova», vanno lette proprio in quest’ottica: al di là delle difficoltà incontrate, la squadra ha saputo stringere i denti e trovare le energie per reagire, mostrando una maturità che non è affatto scontata in un gruppo in fase di rodaggio.

La classifica del girone D sorride ora all’Italia, che con tre vittorie in altrettanti incontri consolida il proprio primato e mette una seria ipoteca sul passaggio del turno, in attesa dei prossimi impegni. Se a Newcastle era stato Momo Diouf a impressionare con una doppia doppia da dieci punti e sei rimbalzi, a Livorno è toccato a Saliou Niang raccoglierne l’eredità, confermando come la nuova generazione del basket italiano abbia talento e personalità da vendere. La strada, naturalmente, è ancora lunga, ma la sensazione è che questa Italia abbia trovato una sua identità precisa, fatta di sacrificio e di gioco corale, con la consapevolezza che ogni partita, anche quelle più complicate come la recente sfida labronica, può rappresentare un tassello fondamentale nel percorso di crescita collettivo.

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