L’Italbasket piega la Gran Bretagna con Niang e con la difesa, e vola da sola in testa al girone
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Redazione Sport
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Il percorso dell’Italbasket verso i Mondiali del 2027 prosegue senza intoppi, e la squadra allenata da Luca Banchi, dopo aver concesso il bis alla Gran Bretagna, si ritrova saldamente in testa al proprio raggruppamento. La vittoria per 84-75 ottenuta al PalaModigliani di Livorno, davanti a oltre ottomila spettatori — tra i quali il presidente del Coni — ha un sapore ben diverso rispetto al perentorio +36 di Newcastle di pochi giorni prima, e proprio in questa diversità risiede il valore più significativo del successo. Se nel Nord dell’Inghilterra era stata una superiorità schiacciante e senza appello, in terra labronica gli azzurri hanno dovuto sudare ogni singolo punto, dimostrando una maturità e una capacità di adattamento che, nelle lunghe campagne di qualificazione, fanno spesso la differenza.
Gli inglesi, dal canto loro, si presentavano con un’arma in più rispetto alla sfida di venerdì: Quinn Ellis, il playmaker dell’Olimpia Milano, ha dato immediatamente alla sua squadra geometrie e punti, trasformando il confronto in una battaglia molto più tattica e fisica. Per lunghi tratti, la formazione britannica è riuscita a tenere il ritmo degli azzurri, sfruttando anche le difficoltà al tiro dell’Italia, che per quasi tre quarti ha viaggiato con percentuali bassissime dall’arco — sul 27’ era un preoccupante 2 su 17 — e ha faticato a trovare fluide soluzioni offensive contro una difesa ospite ben schierata.
A spezzare l’equilibrio, ci hanno pensato le prove maiuscole di Saliou Niang e John Petrucelli, rispettivamente con 23 e 13 punti, le loro migliori prestazioni realizzative in maglia azzurra. Niang, in particolare, è stato un fattore costante, martellando la difesa britannica con giocate in penetrazione e tiri dalla media, diventando il punto di riferimento offensivo nei momenti di maggiore difficoltà. Ma è stato nell’ultima parte del terzo quarto e in avvio dell’ultimo periodo che l’Italia ha trovato la svolta decisiva, alzando il livello dell’intensità difensiva.
La svolta difensiva e i recuperi che cambiano l’inerzia
È stata la difesa a fare la differenza, come spesso accade nelle partite sporche e combattute. Banchi ha gettato nella mischia uomini come Diego Flaccadori, Stefano Tonut e lo stesso Petrucelli, tre che hanno alzato il baricentro della pressione sugli esterni britannici, costringendoli a palle perse preziose e a tiri affrettati. Da quelle mischie difensive, l’Italia ha innestato la freccia e trovato contropiedi facili e, cosa altrettanto importante, ha cominciato a vedere il canestro con maggior convinzione anche dalla lunga distanza: sono arrivate le triple proprio di Flaccadori, Tonut e Petrucelli, che hanno finalmente allargato la difesa avversaria e rotto l’equilibrio.
Una striscia positiva che vale il primato solitario
Con questa vittoria, la terza nelle ultime quattro uscite del girone di qualificazione, la Nazionale sale a punteggio pieno in questa finestra e si issa da sola in vetta al gruppo D, in attesa degli altri risultati. Un percorso netto che, se da un lato certifica la solidità del gruppo, dall’altro non consente distrazioni: il cammino verso la rassegna iridata in Qatar è ancora lungo e irto di ostacoli. La squadra di Banchi ha ora due appuntamenti cruciali a luglio — la trasferta in Islanda il 2 e il ritorno in casa contro la Lituania il 5 — per mettere ulteriore fieno in cascina in vista della seconda fase, dove gli incroci si faranno ancora più complessi e le avversarie di caratura superiore. La serata di Livorno, al di là del risultato, ha consegnato agli azzurri la consapevolezza di poter vincere anche quando la macchina non gira al massimo, e questo, in ottica futura, è un patrimonio che vale quanto una vittoria.




