Italia-Gran Bretagna 84-75, il bis azzurro porta la firma di un Niang da record

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era affatto scontato, bisogna ammetterlo, che l’Italbasket riuscisse a bissare il successo ottenuto a Newcastle con analogo piglio autoritario, e difatti così non è stato. La Gran Bretagna scesa al PalaModigliani di Livorno nel pomeriggio di lunedì 2 marzo, per la quarta giornata del girone D di qualificazione ai prossimi Mondiali del 2027 in Qatar, presentava un volto e una sostanza radicalmente diversi rispetto alla squadra travolga venerdì con un eloquente +36. La differenza, per gli ospiti, l’ha fatta principalmente l'innesto nel quintetto base di Quinn Ellis, il playmaker dell'Olimpia Milano che nel match disputato in Inghilterra non era stato impiegato; la sua presenza in regia ha garantito ai Leoni una fluidità e una pericolosità costante, trasformando quella che sulla carta poteva sembrare una pratica semplice in un affare piuttosto complicato per gli uomini di coach Luca Banchi.

La ricetta studiata dal tecnico toscano per far fronte all’assenza del centro Momo Diouf, fermato da un infortunio, si è basata su un quintetto più piccolo e votato alla duttilità, un’idea che però ha faticato a decollare nei primi venti minuti. L'Italia ha concluso il primo tempo con percentuali imbarazzanti dall'arco – un misero 1/12 – e ha retto il confronto solo grazie alle sfuriate di Saliou Niang, ala della Virtus Bologna, e alla solidità sottocanestro di Amedeo Tessitori. La reazione britannica, orchestrata da Ellis e da un ritrovato Carl Wheatle, è stata veemente e ha costretto gli azzurri a rincorrere per lunghi tratti, con il punteggio che all'intervallo lungo vedeva comunque l'Italia avanti di cinque lunghezze, un 43-38 che però non lasciava presagire nulla di buono.

Nella ripresa, la musica non è cambiata in maniera sostanziale fino a circa metà del terzo quarto, quando la Gran Bretagna è riuscita addirittura ad agganciare gli azzurri sul 54-54, facendo suonare un campanello d'allarme nel fortino livornese. È stato in quel frangente, nei minuti a cavallo tra l'ultima frazione e il termine del terzo periodo, che la selezione di Banchi ha trovato la chiave per scardinare l'equilibrio, e lo ha fatto, come spesso accade nel basket moderno, alzando il livello dell'intensità difensiva. Recuperi cruciali firmati da Stefano Tonut, John Petrucelli e Diego Flaccadori – gli stessi che in attacco hanno rotto il digiuno dalla lunga distanza con triple pesantissime – hanno innescato la miccia del controbreak decisivo, quello che ha portato l'Italia sul +12 all'inizio dell'ultimo quarto, un margine di sicurezza che i britannici non sarebbero più riusciti a colmare.

La serata magica di Saliou Niang trascina gli azzurri in vetta al girone

Se la difesa è stata l'arma tattica che ha spezzato la resistenza avversaria, a fare la differenza sul piano realizzativo ci ha pensato ancora una volta l'esplosività di Saliou Niang. Il giovane prodotto della Virtus Bologna ha disputato quella che, fino a questo momento della sua carriera in maglia azzurra, rappresenta la serata più luminosa, mettendo a referto 23 punti con un impressionante 10/12 dal campo, arricchito da 7 rimbalzi e 3 assist. Una prestazione sa, la sua, che ha unito la sostanza sotto le plance a giocate di alta scuola, come le schiacciate in penetrazione e l'assist no-look per Tessitori nel primo tempo, azioni che hanno scaldato il pubblico e tenuto a galla la squadra nei momenti di maggiore difficoltà. Il pubblico di Livorno, al termine dell'incontro, non ha avuto dubbi nel tributargli un coro da "MVP", a suggellare una prova maiuscola che ha messo in luce tutto il suo repertorio fatto di atletismo e tecnica individuale.

A supportare l'ala della Virtus ci hanno pensato, seppur con alti e bassi, anche gli altri uomini del roster. Amedeo Tessitori ha offerto minutaggio di qualità e 9 punti nel pitturato, mentre Marco Belinelli, pur non essendo citato, ha lasciato spazio a una prova corale che ha visto Niccolò Mannion chiudere con 9 punti e 4 assist, nonostante le 7 palle perse e qualche forzatura di troppo. A minute alterne, hanno dato il loro contributo anche Amedeo Della Valle, autore di 10 punti pesanti nella fase centrale del match, e John Petrucelli, il cui bottino personale di 13 punti è stato condito da una grinta difensiva fuori dal comune.

Questa vittoria, la terza in quattro uscite, proietta l'Italia da sola in testa al gruppo D, approfittando anche del passo falso dell'Islanda in Lituania. Un ruolino di marcia che avvicina sensibilmente gli azzurri alla qualificazione matematica al secondo turno, anche se l'appuntamento con le ultime due gare del girone, in programma a luglio contro Islanda e Lituania, dirà se questo percorso netto potrà essere perfezionato. Per ora, Banchi può sorridere per la reazione di un gruppo che, pur lontano dalla perfezione e con percentuali al tiro da rivedere, ha saputo soffrire e trovare la chiave giusta per avere la meglio su un avversario riabilitato dall'innesto di un suo giocatore chiave, quel Quinn Ellis che per l'Olimpia Milano fa miracoli e che in Nazionale, a dispetto del passaporto, resta un osso duro per la difesa italiana.

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