Finto carabiniere e messinscena a Firenze ai danni di una 90enne, bottino da 80mila euro: due arresti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Due giovani sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Firenze con l'accusa di truffa aggravata ai danni di una donna novantenne, raggirata con il collaudato espediente del finto appartenente alle forze dell'ordine. L'operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Firenze, ha permesso di recuperare gioielli e denaro per un valore complessivo stimato tra i 70.000 e gli 80.000 euro, sottratti alla vittima tra il capoluogo toscano e la vicina località di Antella, nel comune di Bagno a Ripoli.

L'inseguimento e il fermo dei due malviventi

L'arresto dei due giovani è maturato al termine di un'attività investigativa serrata da parte degli agenti della Squadra Mobile, che sono riusciti a ricostruire i movimenti dei sospettati dopo il colpo ai danni dell'anziana. Il modus operandi ricalca uno schema ormai tristemente noto: i malviventi, fingendosi carabinieri, hanno contattato la vittima creando un allarme per indurla a consegnare volontariamente i propri beni.

La dinamica dell'inganno si inserisce in un fenomeno più ampio di truffe agli anziani che da tempo tiene banco nelle cronache italiane, con varianti che vanno dalla telefonata del finto maresciallo che segnala un coinvolgimento in una rapina, fino alla falsa richiesta di denaro per evitare conseguenze giudiziarie a un familiare.

Un fenomeno in crescita: i precedenti e le varianti della truffa

Il caso fiorentino non è isolato; solo pochi giorni prima, a Udine, gli agenti della Squadra Mobile avevano arrestato un 42enne che aveva appena sottratto 1.750 euro a un 71enne con il medesimo stratagemma telefonico, in cui un sedicente tenente dei carabinieri parlava di una rapina in gioielleria e di un'auto intestata alla vittima. A Vicenza, un 25enne di origine tunisina era stato bloccato con un bottino di 41.000 euro dopo aver applicato la stessa tecnica del "falso carabiniere", gettando le buste con il denaro sotto un'auto nel tentativo di disfarsi della prova.

Questi episodi dimostrano come la falsa qualifica di militare dell'Arma rappresenti un'arma di persuasione particolarmente efficace, tanto che la Cassazione, con la sentenza n. 32856/26, ha avuto modo di precisare i confini giuridici di queste condotte, stabilendo che chi si presenta a casa altrui fingendosi maresciallo per farsi consegnare i gioielli contro la volontà del proprietario integra gli estremi del tentato furto aggravato e non della semplice tentata truffa.

L'attività della Polizia e il recupero del bottino

L'intervento della Polizia di Stato a Firenze si inserisce in un quadro di crescente attenzione verso le truffe agli anziani, un fenomeno che colpisce una fascia della popolazione particolarmente vulnerabile. Nel caso specifico, l'attività investigativa è stata cruciale non solo per assicurare i due giovani alla giustizia, ma anche per recuperare il maltolto, restituendo alla vittima un patrimonio di inestimabile valore affettivo, oltre che economico, costituito da gioielli e denaro.

Le indagini proseguono per accertare eventuali complici e ricostruire ogni aspetto della messinscena che ha portato la 90enne a consegnare i propri beni ai due truffatori, i quali sono ora in attesa di giudizio. La Questura di Firenze rinnova l'invito alla massima cautela, ricordando che le forze dell'ordine non richiedono mai consegne di denaro o preziosi e che, in presenza di situazioni sospette, è fondamentale contattare immediatamente il numero di emergenza.

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