L’inchiesta per omicidio colposo e l’autopsia sul Corpo del 12enne morto nell’idromassaggio a Rimini
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Redazione Interno
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La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disponendo contestualmente l’esecuzione dell’autopsia, dopo la morte del dodicenne Matteo Brandimarti, il ragazzino rimasto incastrato nel bocchettone di aspirazione di una vasca idromassaggio durante le vacanze di Pasqua nell’entroterra riminese. L’incidente, avvenuto in una mattinata di relax all’interno della spa dell’hotel Duca di Montefeltro, immerso nel verde dell’Alta Valmarecchia a Pennabilli, ha strappato il bambino alla sua famiglia originaria tra Civitella del Tronto e San Benedetto del Tronto, gettando nello sconforto chi lo conosceva.
Il meccanismo della tragedia e la profondità ingannevole della vasca
La dinamica, ricostruita dai primi rilievi, rivela un particolare agghiacciante: il piede di Matteo è stato letteralmente risucchiato e bloccato dal sistema di aspirazione, e la forza di suzione era tale da incastrargli l’arto fino all’altezza del ginocchio. Nonostante la piscina idromassaggio fosse profonda appena ottanta centimetri, una misura che farebbe pensare a un fondale sicuro e facilmente governabile, la potenza dell’aspiratore ha reso vani i tentativi di chi era presente. Il padre del bambino, insieme ad altre persone che si trovavano nella struttura, ha provato a liberarlo e a inclinarne il per portargli la testa fuori dall’acqua; ogni sforzo, però, si è infranto contro l’ancoraggio meccanico generato dal bocchettone.
Tre indagati e l’agonia durata cinque giorni
Il sostantivo «omicidio colposo» – che nel codice penale indica la morte causata da negligenza, imprudenza o violazione di regole – pesa ora su tre persone, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti. Il dodicenne, ricoverato d’urgenza all’ospedale Infermi di Rimini, non è mai più tornato cosciente. La sua agonia si è protratta per cinque lunghi giorni: un’attesa straziante, tra la domenica di Pasqua e il successivo decesso in terapia intensiva. Proprio nel pomeriggio di lunedì, sarà eseguita l’autopsia sul, un esame che i magistrati considerano dirimente per chiarire eventuali responsabilità tecniche legate alla manutenzione, alla progettazione o alla messa in sicurezza dell’impianto.
Le indagini sulla struttura e la mancata interruzione del vuoto
Uno degli aspetti che gli inquirenti stanno vagliando con attenzione riguarda i sistemi di sicurezza della vasca: in particolare, se esistesse un meccanismo di interruzione automatica dell’aspirazione in caso di ostruzione. Non essendoci riusciti a liberare il ragazzino, i soccorritori e i familiari hanno dovuto assistere all’immersione completa di un che la forza dell’acqua tratteneva senza scampo. La Procura ha già acquisito la documentazione tecnica dell’idromassaggio e sta sentendo i responsabili della struttura alberghiera; l’obiettivo è ricostruire ogni passaggio di quel lasso di tempo – si parla di minuti decisivi – in cui la pressione dell’impianto ha trasformato una bolla di relax in una trappola letale. La salma, nelle prossime ore, sarà trasferita all’istituto di medicina legale per i rilievi del caso.




