Il risveglio sotto il cavalcavia: 17enne violentato dopo essersi addormentato sulla tramvia a Firenze
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Redazione Interno
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La notte di San Valentino si è trasformata in un incubo per un ragazzo di soli diciassette anni, vittima di una violenza sessuale nelle prime ore del 14 febbraio alla periferia di Firenze. Il giovane, che aveva trascorso la serata con gli amici tra locali e brindisi, si era addormentato su un convoglio della linea T2 della tramvia, stremato dalla stanchezza e con i sensi alterati dall’alcol, e di quel tragitto non conserva alcun ricordo cosciente se non il risveglio più atroce della sua vita. Il risveglio, appunto, è avvenuto in un luogo completamente diverso: sotto un cavalcavia di viale Guidoni, nei pressi del parcheggio scambiatore vicino al capolinea, con uno sconosciuto sopra di lui che stava abusando del suo Corpo inerme.
A ricostruire minuto per minuto la dinamica di quanto accaduto, coprendo il vuoto di memoria della giovane vittima, sono state le telecamere di videosorvoglianza cittadine, uno strumento che si è rivelato fondamentale per gli investigatori. Le immagini mostrano il minorenne salire sul mezzo pubblico intorno alle cinque del mattino dopo essersi sciolta la comitiva di amici; lo si vede appoggiare la testa al finestrino e sprofondare nel sonno. Poco dopo, alla fermata Regione Toscana, un uomo di trentadue anni, cittadino marocchino regolarmente in Italia da tre anni, sale a bordo e nota subito il ragazzo in stato di semi-incoscienza, tanto da provare a parlargli senza ottenere risposta. A quel punto, l’indagato lo prende in spalla – come documentato dai filmati – e lo trasporta fuori dal convoglio alla fermata successiva, dirigendosi verso un giaciglio di fortuna che aveva allestito sotto un cavalcavia, dove secondo l’ipotesi accusatoria della Procura si sarebbe consumata la violenza.
Il diciassettenne, in un momento di lucidità probabilmente provocato dallo shock o dal dolore fisico, si è svegliato all’improvviso, ha urlato e ha iniziato a divincolarsi riuscendo a liberarsi dalla presa dell’aggressore per poi darsi alla fuga. Ha raggiunto in stato di evidente agitazione un distributore di benzina nelle vicinanze, dove il gestore gli ha prestato i primi soccorsi e lo ha aiutato a contattare i genitori; accompagnato in ospedale, al Meyer, è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso e ha formalizzato una denuncia circostanziata. La polizia di Stato, grazie alla rete di occhi elettronici che sorveglia la zona, ha rapidamente identificato il presunto autore del reato, rintracciandolo proprio nei pressi della sua dimora improvvisata sotto il cavalcavia, dove è scattato l’arresto con l’accusa pesantissima di violenza sessuale su minore.




