Voghera apre il Teatro Garavani per l'ultimo saluto a Valentino
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Redazione Interno
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Mentre a Roma, davanti alla Fondazione d'Arte in Piazza Mignanelli, già si radunano i primi ammiratori per un omaggio spontaneo, la città natale dello stilista si prepara a tributare il proprio commiato in una maniera che, per molti versi, riflette la grandezza del suo cittadino più illustre. Voghera, infatti, ha deciso di trasformare il suo spazio teatrale più prestigioso, quello che nel 2023 gli fu intitolato, in un luogo di raccoglimento pubblico. Il Teatro Valentino Garavani, situato in via Emilia 75, resterà eccezionalmente aperto nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, fungendo da ideale prolungamento della camera ardente allestita nella capitale. Una scelta simbolica e profondamente sentita, che permetterà a quanti lo hanno ammirato di sostare in un ambiente dedicato al silenzio e alla memoria, senza dover necessariamente raggiungere Roma.
Il ricordo del compagno di una vita
A poche ore dall'annuncio della scomparsa, avvenuta all'età di 93 anni, è stato Giancarlo Giammetti, compagno di vita e socio storico di Valentino, a offrire una delle prime, commosse testimonianze pubbliche. Intercettato dai cronisti fuori dalla loro Fondazione, Giammetti ha tratteggiato con poche, essenziali parole l'essenza del genio creativo: un amore viscerale per la bellezza, declinato soprattutto nel desiderio di "rendere belle le donne". Una missione che, come ebbe più volte a ribadire lo stesso couturier, andava ben oltre la semplice confezione di un abito per toccare l'ambito dell'emozione pura e dell'arte applicata.
Una carriera costruita su visioni chiare e icone indelebili
La sua estetica, del resto, non conosceva ambiguità o compromessi, come dimostra ogni fase della sua lunga e prolificaa carriera. Basti pensare, ad esempio, alla campagna pubblicitaria girata a Roma nel 1994, un omaggio alla Dolce Vita che scelse come protagonista la top model Claudia Schiffer, allora al culmine della fama e destinata a diventare una delle sue muse più riconoscibili. Quell'operazione, così come ogni sfilata, fu il risultato di una visione precisa e totalizzante, dove nulla era lasciato al caso. Visione che trovò una delle sue massime espressioni nell'ultima sfilata da direttore creativo della Maison, la collezione Haute Couture per la primavera 2008, un evento ancora oggi ricordato dalla critica come un capolavoro di eleganza e di teatralità, capace di cristallizzare in pochi minuti l'intero universo valentiniano.
Un'eredità che travalica la moda
Quella di Valentino Garavani, in definitiva, è stata una parabola creativa che ha saputo far sognare, non solo le donne che indossavano i suoi celebri "rosso Valentino" o gli abiti da sera plissettati, ma un'intera industria e il pubblico che la segue. La decisione di Voghera di aprire le porte del teatro a lui intitolato sancisce, in maniera concreta, il passaggio del suo ruolo da celebre stilista a patrimonio collettivo della memoria, un'eredità di stile e di perfezionismo che resta impressa nella storia della moda internazionale. In quelle sale, nei prossimi giorni, non si celebrerà soltanto un designer, ma l'incarnazione di un ideale estetico che ha segnato un'epoca.




