Valentino Garavani, l'ultimo saluto tra bellezza e commozione nella basilica romana
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Redazione Interno
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Il feretro di Valentino Garavani ha fatto il suo ingresso nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, accolto dalle note di Mozart, in una mattina che ha riunito, accanto ai familiari e agli amici di una vita, un campionario internazionale di quel mondo che lo stilista ha vestito e incantato. Tra i volti noti che hanno preso posto nelle navate, come era ampiamente atteso, si sono scorti quelli della direttrice Anna Wintour, della attrice Anne Hathaway e della modella Afef Jnifen, oltre al designer Tom Ford, in una silenziosa processione che sottolineava il peso di un'eredità senza tempo. La cerimonia, officiata da don Pietro Guerini, ha voluto essere, fin dall'inizio, una celebrazione della cifra estetica che ha caratterizzato l'intera esistenza del maestro, il quale, come ha ricordato il celebrante nell'omelia, “ha seminato” esempi di bellezza capaci di “produrre sogni che cambiano il mondo”.
Le parole di don Guerini e l'omaggio di Giammetti
“La bellezza salva”, ha affermato con convinzione don Pietro Guerini rivolgendosi a quella che ha definito una “meraviglia” in procinto di incontrare “la grandezza di Dio”, in un passaggio teologico che legava indissolubilmente il creatore di moda al Creatore divino, quasi a suggellare una missione compiuta. Al termine del rito religioso, come da programma, è toccato a Giancarlo Giammetti, storico compagno di vita e socio nell'impresa, prendere la parola per un commosso omaggio personale. “Non ti farò dimenticare”, ha promesso pubblicamente Giammetti, sintetizzando in poche parole il sentimento di una perdita che travalica la sfera privata per diventare collettiva, mentre il suo ricordo volava a episodi di quotidiana ironia, come quando lo stilista soleva definirsi, scherzosamente, “l'ambasciatrice più tatuata” del brand.
Il cordoglio dei volti noti e il ricordo di esperienze comuni
Tra i molti che hanno condiviso un percorso professionale con Valentino, alcuni hanno voluto raccontare frammenti di quella complicità, restituendo l'immagine di un uomo capace di generosità inaspettata e di fine umorismo. È il caso di quanto riferito in merito alla partecipazione a un noto programma televisivo, per il quale lo stilista, superando ogni iniziale scetticismo, avrebbe creato una serie di “magnifici” abiti rossi, pezzi unici ricordati con affetto e ancora custoditi. Quel gesto, al di là dello scintillio della passerella, parlava di una disponibilità a scendere in terreni insoliti, dettata forse più da un rapporto personale che da calcolo, in una dimensione dove l'alta moda si faceva esperienza condivisa e memorabile.
La conclusione della cerimonia e il messaggio di addio
Quando il feretro ha infine lasciato la basilica di piazza della Repubblica, la commozione è esplosa in modo particolarmente visibile tra le persone più vicine al maestro. Bruce Hoeksema, suo ultimo compagno, era in lacrime, mentre Giancarlo Giammetti mostrava tutta la gravità del momento. All'esterno, un cartello esposto da qualcuno tra la folla ha condensato in una frase il senso di un addio percepito come globale: “Tutto il mondo piange Valentino, perdiamo il fiore più bello”. Una metafora floreale, cara alla sua stessa estetica, che ha chiuso il cerchio di una giornata dedicata al ricordo di un uomo la cui vita è stata, inequivocabilmente, una ricerca continua e contagiosa del bello.




