Lavori al Ponte al Pino, a Firenze notte di varo e quattro giorni di navette per i pendolari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sostituzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino è entrata nel vivo nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 luglio, con il varo del nuovo impalcato che ha richiesto l'impiego di una gru da 2.000 tonnellate, uno dei mezzi di sollevamento più potenti utilizzati a livello internazionale per interventi infrastrutturali di questa portata.

L'operazione, che ha visto la presenza del ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini, si è conclusa senza particolari criticità, segnando il momento più spettacolare di un cantiere che adesso prosegue con le lavorazioni previste dal cronoprogramma, mentre per i viaggiatori si apre un periodo di quattro giorni caratterizzato da modifiche, soppressioni e l'istituzione di navette sostitutive.

Il varo del nuovo impalcato e la presenza del ministro

Rete ferroviaria italiana ha completato il posizionamento del nuovo impalcato, del peso di circa 550 tonnellate, in un'unica soluzione: la passerella pedonale è già stata aperta, mentre il cantiere prosegue adesso con le lavorazioni previste dal cronoprogramma. All'operazione, che rientra nel più ampio piano di potenziamento del nodo fiorentino, ha assistito il ministro Salvini, la cui presenza ha sottolineato la rilevanza strategica dell'intervento per la mobilità toscana. L'utilizzo della gru da 2.000 tonnellate, un mezzo eccezionale per dimensioni e capacità di sollevamento, ha permesso di posizionare la struttura in tempi rapidi, riducendo al minimo i margini di errore in una fase delicata che aveva richiesto una pianificazione accurata nelle settimane precedenti.

Lo stop ai treni e il piano delle navette a Firenze

Da lunedì 27 a giovedì 30 luglio, fino alle 11, viaggiare in treno in Toscana richiederà maggiore attenzione, con il nodo ferroviario di Firenze interessato da una interruzione che ha già mostrato i suoi effetti nella prima mattinata di oggi. I lavori, iniziati alle 23 di domenica, comportano modifiche, limitazioni e soppressioni su numerose linee regionali, con i passeggeri che si sono trovati a fare i conti con un sistema di navette attivato tra le stazioni di Santa Maria Novella e Campo di Marte per garantire la continuità degli spostamenti.

Studenti, lavoratori pendolari e viaggiatori occasionali hanno popolato gli scali fiorentini, dove la presenza di volontari è stata fondamentale per aiutare le persone a districarsi tra le indicazioni e i percorsi alternativi, in una mattinata che rappresenta il primo vero banco di prova per la fase due del cantiere.

Le ripercussioni sulla rete regionale toscana

L'interruzione del nodo di Firenze non si limita al capoluogo, ma estende i suoi effetti a tutta la rete regionale, con ripercussioni che si fanno sentire anche su linee lontane dal centro cittadino, dove le soppressioni e le variazioni di percorso richiedono una riprogrammazione degli spostamenti da parte degli utenti.

La scelta di concentrare i lavori in quattro giorni consecutivi, dal 27 al 30 luglio, risponde all'esigenza di minimizzare i disagi complessivi, concentrando in un'unica finestra temporale le operazioni più invasive, anche se per i pendolari abituati alla routine quotidiana si tratta comunque di giorni difficili, con tempi di percorrenza allungati e la necessità di adattarsi a soluzioni alternative.

L'impiego delle navette, che collegano le due stazioni fiorentine, rappresenta l'elemento più visibile di questo piano straordinario, mentre il cantiere prosegue con le lavorazioni meno spettacolari ma altrettanto decisive per il completamento dell'opera entro i termini stabiliti.

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