Ponte al Pino, al via i lavori: l'Italia ferroviaria si spezza in due tra ritardi e navette

Ponte al Pino, al via i lavori: l'Italia ferroviaria si spezza in due tra ritardi e navette
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Redazione Interno Redazione Interno   -   FIRENZE – Alle 23 di domenica 5 luglio è scattato il primo, attesissimo stop alla circolazione ferroviaria nel nodo di Firenze per consentire la rimozione del vecchio impalcato di Ponte al Pino; un intervento che di fatto ha diviso in due l'Italia ferroviaria, con i treni provenienti da sud che si fermano a Campo di Marte e quelli diretti a nord che proseguono con deviazioni e allungamenti dei tempi di percorrenza che possono arrivare fino a due ore e mezza.

La prima fase dei lavori, che si protrarrà fino alle 4 di venerdì 10 luglio, rappresenta il momento più delicato del maxi cantiere da 17 milioni di euro voluto da Rete Ferroviaria Italiana per sostituire il cavalcaferrovia ottocentesco, una struttura che dopo quasi 140 anni di servizio era giunta ormai al termine del proprio ciclo vitale.

Per consentire le complesse operazioni di svaro, che richiedono l'impiego di una gru da 2.000 tonnellate con una capacità di sollevamento fino a 1.

600 tonnellate, una delle più grandi mai utilizzate in Europa per interventi di questo genere, la circolazione è stata sospesa sulle tratte che collegano Firenze Campo di Marte a Firenze Rifredi e a Firenze Santa Maria Novella.

L'offerta ferroviaria nel nodo fiorentino è stata ridotta di circa il 50 per cento, con inevitabili ripercussioni sui collegamenti nazionali che attraversano il capoluogo toscano; i treni a lunga percorrenza, in particolare quelli delle relazioni Roma-Milano e Roma-Torino, sono stati dirottati sulla linea Tirrenica, con un conseguente aumento dei tempi di viaggio che in alcuni casi può raggiungere le due ore e mezza.

Il primo giorno di cantiere tra disagi e guasti

Il temuto lunedì nero dei pendolari si è aperto con un quadro di disagi contenuti, grazie alla macchina organizzativa messa in campo da Ferrovie dello Stato, dal Comune di Firenze e dalla Protezione civile, ma la giornata è stata complicata da due guasti tecnici che si sono aggiunti ai ritardi già previsti per i lavori. Un inconveniente sulla linea Tirrenica, nei pressi di Follonica, ha causato ritardi fino a 80 minuti per i treni in transito sulla direttrice, che proprio in questi giorni rappresenta l'alternativa principale per i convogli dell'Alta Velocità.

A complicare ulteriormente la situazione si è poi aggiunto un problema alla linea elettrica di Milano Centrale, segnalato a partire dalle 9,10 di lunedì mattina, che ha provocato rallentamenti e soppressioni di alcune corse con ritardi fino a 40 minuti. Le due criticità, seppur di natura diversa e non direttamente collegate al cantiere di Ponte al Pino, hanno finito per sovrapporsi a un quadro già di per sé complesso, mettendo a dura prova la resilienza del sistema ferroviario italiano in una delle sue giornate più delicate dell'anno.

Navette, tramvia e smart working: il piano per la mobilità

Per fronteggiare l'interruzione della circolazione e garantire la continuità dei viaggi, è stato attivato un servizio di bus navetta tra le stazioni di Firenze Campo di Marte e Firenze Santa Maria Novella, con due flotte composte ciascuna da quattro autobus e un mezzo dedicato alle persone a ridotta mobilità. Le navette, in servizio dalle 7 alle 24 con una frequenza che nelle ore di punta scende a 6-8 minuti, sono scortate dalla polizia municipale, che ha dislocato quaranta agenti per gestire la viabilità attorno alle due stazioni e lungo i percorsi alternativi.

I possessori di un biglietto ferroviario possono inoltre utilizzare gratuitamente alcune tratte delle linee tramviarie T1 e T2, mentre il Comune ha autorizzato il ricorso allo smart working per i propri dipendenti, un invito esteso a tutti i cittadini e ai lavoratori della zona per limitare gli spostamenti durante i giorni più critici dell'intervento.

Nelle stazioni di Santa Maria Novella e Campo di Marte è entrato in funzione un piano straordinario di assistenza, con volontari della Protezione civile pronti a fornire informazioni, supporto e bottiglie d'acqua ai viaggiatori, considerate le elevate temperature di questi giorni.

La seconda fase e l'impatto sulla viabilità cittadina

I disagi per i pendolari e per i viaggiatori, tuttavia, non si esauriranno con la fine della prima finestra di interruzione, perché una seconda fase dei lavori è già programmata dalle 23 di domenica 26 luglio alle 11 di giovedì 30 luglio, quando sarà varata la nuova struttura del ponte.

In entrambi i casi, la circolazione ferroviaria sarà sospesa sulle stesse tratte, con effetti analoghi sui collegamenti nazionali e regionali; per i treni che saranno instradati sulla linea Tirrenica sono previsti incrementi dei tempi di viaggio fino a circa due ore e trenta minuti, mentre per i collegamenti sostitutivi con autobus tra le due stazioni fiorentine l'allungamento sarà di circa un'ora e mezza.

Sul fronte della viabilità cittadina, le modifiche alla circolazione sono già state attuate da domenica sera e interessano diverse strade della zona di Campo di Marte, con la chiusura di via del Pratellino, divieti di transito, sensi unici e limitazioni alla sosta per consentire le operazioni di smontaggio del vecchio ponte.

Le linee di autobus urbani 10, 11, 17, 20 e 22 hanno subito deviazioni e modifiche ai capolinea, mentre le corse extraurbane che abitualmente partono da Piazzale Montelungo sono state trasferite all'Autostazione di Santa Caterina, nei pressi della stazione di Santa Maria Novella.

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