Blocco ai minori per i siti porno, scatta l'obbligo di verifica dell'età
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Redazione Interno
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L'accesso ai contenuti pornografici online in Italia, da qualche tempo, non è più una questione di semplice autodichiarazione. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti dato piena attuazione a quanto stabilito dal cosiddetto decreto Caivano, imponendo a una prima lista di piattaforme di dotarsi di sistemi di verifica dell'età degli utenti, i quali devono dimostrare in modo certo di essere maggiorenni. Un provvedimento che, sebbene sia formalmente entrato in vigore per un gruppo selezionato di siti, trova la gran parte degli operatori del settore ancora in attesa di adeguarsi, con un'applicazione pratica che appare, al momento, piuttosto limitata e disomogenea.
Un calendario scaglionato per l'entrata in vigore
La normativa introduce una distinzione fondamentale basata sulla localizzazione geografica delle imprese. Per quelle stabilite sul territorio italiano, l'obbligo di verificare la maggiore età di chi accede ai loro contenuti è diventato operativo il 12 novembre, esattamente a sei mesi dalla pubblicazione del provvedimento dell'Agcom. Per la stragrande maggioranza dei portali, però, che hanno la propria sede legale al di fuori dei confini nazionali, il termine è stato prorogato al primo febbraio del 2026, concedendo loro un lasso di tempo più ampio per implementare le necessarie tecnologie. Questi soggetti, che costituiscono la fetta più consistente del mercato, dovranno pertanto conformarsi alle prescrizioni indicate entro quella data, rendendo effettiva la barriera di accesso per gli utenti minorenni.
Il panorama attuale: adeguamenti a macchia di leopardo
Nonostante il via libera formale per una quarantina di siti, l'implementazione concreta dei sistemi di controllo si sta rivelando un processo lento e complesso. La quasi totalità delle piattaforme più popolari, tra le quali spiccano nomi noti al vasto pubblico, risulta ancora perfettamente accessibile senza alcuna richiesta di identificazione. Soltanto una manciata di esse, infatti, ha finora integrato i meccanismi di verifica richiesti, lasciando così la norma in una sorta di terra di nessuno, sospesa tra l'enunciazione di principio e la sua effettiva applicazione. Tra questi, OnlyFans rappresenta un'eccezione, avendo adottato il sistema di identificazione digitale Yoti, che si basa sul riconoscimento facciale e su una particolare architettura a "doppio anonimato" per preservare, almeno in teoria, la privacy degli iscritti.
Le criticità di un sistema ancora in fase di assestamento
La transizione verso questo nuovo modello di accesso controllato non è priva di ombre e di interrogativi aperti. Le prescrizioni tecniche dell'Agcom, pur delineando un quadro generale, lasciano ampio margine di interpretazione sulle modalità specifiche di accertamento, con il risultato che si stanno diffondendo soluzioni eterogenee e non sempre robuste. Alcune di queste, definite come "rilevazioni biometriche a spanne", sollevano perplessità in merito alla loro effettiva affidabilità e alla capacità di resistere a tentativi di elusione. Spetta ora all'Autorità vigilare sul processo e verificare la piena conformità di ciascun operatore, un compito che si annuncia impegnativo data la natura globale e sfuggente del web.




