Tesla incendiate a Roma, la Digos indaga e coinvolge l’antiterrorismo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Diciassette vetture elettriche del marchio Tesla sono state completamente distrutte da un incendio divampato nella notte tra il 30 e il 31 marzo in una concessionaria romana. Le fiamme, scoppiate intorno alle 4.40, hanno ridotto in cenere i veicoli senza provocare vittime o intossicazioni, ma lasciando sul terreno interrogativi che la Digos sta cercando di chiarire. Gli investigatori, stando a quanto si apprende, non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un gesto riconducibile ad ambienti anarchici, e per questo l’informativa sarà valutata dal pool antiterrorismo della Procura di Roma, guidato dal procuratore capo Francesco Lo Voi.
Quello di Roma non è un caso isolato. Già nel 2018, a Gennevilliers, in Francia, un rogo aveva colpito una concessionaria del brand di Elon Musk, seguito da altri episodi analoghi a Malmö, in Svezia, nel 2020, e ancora in Cina, a Suzhou, nel 2022. Lo scorso marzo, un altro incendio aveva interessato un punto vendita a Plaisance-du-Touch, sempre in territorio francese. Una serie di eventi che, per frequenza e modalità, fa supporre una strategia mirata contro le auto elettriche del colosso di Austin.




